venerdì 21 settembre 2007

I Balcani ed il difficile equilibrio

L’”Impasse della politica Italiana” ed il ritorno, dopo la pausa estiva, a programmi televisivi e tribune politiche ripetitive, la sempre maggiore scarsa informazione, mi impongono con estremo piacere ad analizzare alcuni eventi che si stanno verificando nei vicini Balcani.
Proprio in questi giorni una serie di scontri all’interno della Repubblica della Macedonia hanno attirato l'attenzione. Il primo incidente è avvenuto nel mese di agosto quando un gruppo di albanesi ha tentato con la forza di occupare alcuni villaggi macedoni che confinano con il Kosovo (quindi anche con la Serbia dal momento che parte del territorio appartiene a quest’ultima); il 31 agosto un altro scontro tra un gruppo di albanesi e la polizia macedone; ed infine l’ultimo incidente si è registrato il 10 settembre scorso. Alcuni villaggi stanno tentando, con la forza di chiedere la separazione dalla Macedonia.
Alla luce di questi avvenimenti, credo, che il futuro della giovane Repubblica sia strettamente connesso ai futuri sviluppi della questione Kosovara.Il Kosovo in questo momento è al centro delle ansie di Europa, USA e Russia poiché il suo status non è stato ancora definito, anche se il Segretario Generale dell’ONU ha dichiarato che il termine ultimo per la soluzione è stabilito per il prossimo mese di dicembre. La vicenda che ha rimarcato l'indipendenza del Kosovo è stata la guerra della Nato contro Belgrado nel 1999, ma oggi la questione è ostacolata dall'opposiozione della Serbia appoggiata anche dalla Federazione Russa. Ritengo legittima la posizione Serba non solo perchè è segnata dal suo diritto storico sul Kosovo, ma anche dalla consapevolezza di non essere abbastanza grande da potersi permettere la perdita della culla del proprio Stato e della propria cultura, ne abbastanza piccola da poter essere privata di parte del proprio territorio senza reagire.
Nel video si vede in maniera chiara cosa succede oggi nel Kosovo. Un gruppo di albanesi sta distruggendo e dissacrando una Chiesa Ortodossa.

E' come se l'Italia venisse privata della regione dell'Alto Adige, sopportando inerte un'amputazione del proprio territorio, vedendosi abbattere le antiche Chiese Cattoliche e Monumenti senza risentirne.

E poi spetta forse solo alla Serbia dar vita con la svendita del proprio territorio a quella pace balcanica che di certo non è essa a mettere a rischio? L'indipendenza del Kosovo credo che desti serie preoccupazioni sul futuro dei Balcani, legate principalmente alle dubbie capacità del futuro sistema kosovaro di garantire lo stato di diritto e la lotta alle attività criminali. Le capacità di governare una volta ridotta la presenza internazionale che oggi garantisce il funzionamento a livelli minimi, si ridurrebbe ad una progressiva deriva criminale con ricadute sui paesi vicini quali la Serbia, il Montenegro, la Macedonia. La comunità serba vive nella paura di nuovi disordini e non accetta l'indipendenza perchè non vede la possibilità di vivere in pace, anzi sarebbe una fonte continua di conflitti e la continuazione di attività da parte delle più potenti narcomafie del mondo.
Ma non dimentichiamo, il fattore economico di un Kosovo indipendente. Oggi le attività produttive nella regione sono completamente assenti, l'agricoltura è trascurata ed il livello di disoccupazione è altissimo. In questo contesto auspico e ritengo fondamentale che si adotti la giusta soluzione senza dunque scegliere se vedere il bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno. Certo la retorica di europeizzare il Kosovo come chiave per risolvere il suo problema, mi sembra una triste melodia. Ma allo stato attuale è probabile che la decisione finale non piacerà nè ai serbi nè agli albanesi e la Comunità Internazionale sarà messa ancora una volta a dura prova.

43 commenti:

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

Questa disgregazione è al momento inarrestabile. I problemi da te evidenziati sono gravi, ma il vero problema ab origine a mio avviso, è l'immobilismo dell'Europa e l'incapacità di dotarsi di una politica estera davvero comunitaria.

Antonio Candeliere ha detto...

x daniele:La cosa preoccupante è che L’Europa potrebbe discutere la questione nell’ufficio del Segretario Generale e dal testo sicuramente scomparirebbero le vicende reali che accadono in un paese sconvolto. Si corre il rischio di non menzionare il fatto che gli albanesi si sentono i padroni del Kosovo e stanno promuovendo una contropulizia etnica contro i serbi che sono i veri proprietari di una terra da sempre legata al mondo slavo. Spero che le politiche ambigue dell’Europa non alimentino futuri scontri che potrebbero essere devastanti per i balcani.

Anonimo ha detto...

Ricordi il corridoio di Danzica...
tanto per fare un esempio,ma ce ne sono a decine di questi fatti.

La comunità inrternazionale il più delle volte fa dei compromessi risibili che poi si ritorcono sempre su tutti.

Sui popoli locali e su noi che dobbiamo mandare truppe con spese stratosferiche.

ciao
Sarcastycon

grz della visita

giuy ha detto...

io non ne avevo nemmeno sentito parlare...bentornato! :)

Anonimo ha detto...

Non voglio esprimere una mia opinione in merito al Kosovo, ma voglio riportare un mio strano stato d'animo, che al riguardo potrebbe avere un denominatore comune. Sono Svizzera... o meglio sono ticinese: una Svizzera, quindi, di lingua italiana. Alcuni all'estero, potrebbero definirmi un'italiana che abita in Svizzera. Sono cristiana, mentre la maggior parte in Svizzera sono protestanti. Le scuole però da noi sono in italiano, abbiamo i nostri diritti, la nostra storia, gli svizzeri di lingua tedesca o francese non impongono regole del tipo, per ogni ticinese assunto deve venirne assunto anche uno svizzero tedesco e uno svizzero francese... e soprattutto non so come reagiremmo se a un certo punto ci togliessero l'italiano per dar vita solo a scuole in tedesco... e... beh.. insomma. Credo che a volte certe reazioni possono essere state originate da altre azioni. Non voglio cercare chi ha iniziato, io sono solo per la parità dei diritti. Una cosa solo ancora. Il Kosovo non è indipendente per i problemi citati in questo articolo sono sempre stati presenti. Se rimanesse della Serbia che cosa cambierebbe? Se giâ prima era così?... sono domande, nulla di più. Io credo che oggi i kosovari che si trovano all'estero hanno imparato altre regole, magari potrebbe davvero cambiare la situazione. Credo che sia molto simile geograficamente e strategiacamente sia come territorio di passaggio per scambi commerciali sia per altri motivi, molto simile al Ticino. Un'indipendenza potrebbe davvero essere la soluzione giusta per tutti. Diverso sarebbe se diventasse dell'Albania oppure di altre nazioni ancora... Però le mie sono tutte idee, non giudizi.

Antonio Candeliere ha detto...

x ma.ma; La questione del Kosovo è completamente diversa dalla realtà in cui vivi. Qualsiasi tipo di ingerenza serba in Kosovo viene interpretata dagli albanesi come pulsione neocolonialista o egemonica.Non si deve trascurare poi il sostegno alla causa indipendetista da parte dei gruppi paramilitari illegali. Gli albanesi abituati ai cedimenti della comunità internazionale, in particolare a quelli che attualmente amministrano la zona, dispongono di tutti gli strumenti per attuare le proprie minacce.E non bisogna dimenticare infine che il sogno degli albanesi è quello della grande Albania che comprende naturalmente anche il Kosovo.

piesal ha detto...

La vera ansia dei guerriglieri dell'UÇK era quella di creare un porto-franco criminale nei Balcani del sud-est e per questo nel 1997-98 iniziarono una grossa campagna di terrore e di morte nel KOSMET.

Tale campagna, che solo i cretini possono considerare una "lotta per la libertà", ottenne il grande consenso degli Stati Uniti che, sempre con la scusa di liberare gli albanesi vittime di non meglio precisate oppressioni, impiantarono in Kosmet, dopo la guerra del 1999, una delle caserme + grandi del mondo, Camp Bondsteel.
Gli Stati Uniti hanno strumentalizzato in maniera becera quello che era un semplice problema di ordine pubblico interno alla SRJ al fine di occupare in forza l'Europa sud-orientale, condizionando il futuro sviluppo sociale e politico dell'intero continente.

Matteo Tacconi ha detto...

Sì, è molto difficile vedere un'indipendenza kosovara. A questo punto direi impossibile. Da che deriva il tuo interesse x i Balcani?

Antonio Candeliere ha detto...

x Matteo Tacconi:Tutto ciò che accade nei balcani, i fatti e le decisioni che vengono adottate, hanno effetti anche sui Paesi vicini. In questo la comunità internazionale e l’Unione Europea hanno molta responsabilità e le loro decisioni hanno un gran peso. Conosco ancora poco i balcani, ma mi è bastato andarci due volte per respirare secoli di storia, una natura ancora incontaminata, persone generose ed oneste, luoghi meravigliosi che invitano ad un ritmo lento e rilassato ormai altrove dimenticato.

Anonimo ha detto...

Letto, e preso.
Un saluto

Schlagstein ha detto...

questo è vero, sebbene ci siano di mezzo strategie di fondo comuni, soprattutto in campo energetico

Schlagstein ha detto...

Due mesi fa è stata abbattuta la Vecchia Dogana di Vallenoncello, Pordenone. Era l' ultima testimonianza del primo porto sul fiume Noncello, a cui la città del Friuli Venezia Giulia deve il nome. Perchè casi come questo non si ripetano LEGGETE LA PETIZIONE, FIRMATELA E FATELA GIRARE A PIU' PERSONE VI E' POSSIBILE.

http://www.PetitionOnline.com/19092007/petition.html

PRESERVIAMO LA NOSTRA CULTURA DALL' ESSERE DIMENTICATA!

Web ha detto...

Salve, complimenti per il blog, molto interessante, le chiedo se accetta uno scambio link con il mio blog..
buona serata
Andrea

Antonio Candeliere ha detto...

x Andrea:Grazie per i complimenti. Accetto volentieri lo scambio di links. A presto

Unknown ha detto...

Avevo sentito di sfuggita la notizia ad un radio-giornale. La situazione è complicata, la visita di Bush in Albania dopo la visita a Prodi non è stata casuale. Su www.newamericancentury.org c'è una sezione dedicata al problema dei Balcani da affrontare della leadership neocon al governo negli USA. Oltre a questo da altre parti ho letto che nella zona persino Al Qaeda aveva qualche interesse, in maniera tale da innescare un nuovo focalaio di guerra alle porte dell' Europa. Senza contare che la popolazione albanese è stremata dalle condizioni economiche e dal fatto che il Kosovo è ridotto ad una piccola Chernobyl per tutto l'uranio impoverito usato.

Antonio Candeliere ha detto...

x Francesco Macchia:La situazione è molto complicata. Approfittando del fatto che parte della popolazione del Kosovo (albanesi che si convertirono all’islam durante il dominio Ottomano) sono musulmani, Al Qaeda
inviò i suoi seguaci a combattere a fianco con i gruppi terroristici Kosovaro Albanesi dell’UCK.
Al fine di rovesciare Milosevic, gli stessi USA organizzarono ed armarono, con l'aiuto di questa rete terrorista integralista, l'UCK. Le conseguenze di quelle scelte oggi sono sotto gli occhi di tutti.

straneachimie ha detto...

Questa tua notizia mi fa capire ancor più come i nostri giornali siano poco seri e del tutto inaffidabili, preferendo trattare argomenti più banali quali le trasmissioni di Maria De Filippi. Non guardo praticamente mai la TV, ma ogni giorno leggo su internet le testate di alcuni giornali. Conclusione: di questa notizia non ne sapevo nulla. Sarà colpa di una mia disattenzione??

Antonio Candeliere ha detto...

x Laura:Purtroppo non è una tua disattenzione. Viviamo in un paese dove pluralismo e libertà nella diffusione delle notizie non sono qualità che ci appartengono. Fortuna il web, i nostri interessi che ci permettono di andare alla ricerca e di conoscere ciò che dovrebbe essere di dominio pubblico.

Anonimo ha detto...

Very nice blog. Bueno blog, no parlare italiano.

Allain.

Antonio Candeliere ha detto...

x Allain Jules:Thank you for having appreciated my blog. Talk to you soon.

Anonimo ha detto...

Ciao Antonio, complimenti per gli argomenti trattati. Sono in linea con i miei interessi. Ti propongo uno scambio di link.

Il Gerba
http://gerbania.blogspot.com

Antonio Candeliere ha detto...

x Il Gerba:Grazie, accetto volentieri lo scambio.

Anonimo ha detto...

Ottima analisi

Antonio Candeliere ha detto...

x Camaleot di destra:Grazie.

Anonimo ha detto...

Non solo il Kosovo...la Bosnia-erzegovina presenta una struttura statuale molto particolare e complessa frutto degli accordi di Dayton. La vera questione del Kosovo ce la si trascina da più di 50 anni. Pazzesco pensare ad una regione così fortemente destabilizzata proprio a pochi passi da noi!!!

Questo blog è interessante, lo linkerò!!!

ho letto anche alcuni commenti veramente assennati!!!

complimenti a tutti e arrivederci alla prossima!!!

http://silentdecide.splinder.com/

Anonimo ha detto...

conosco troppo poco per dare un contributo sensato, da quello che dici tu sembrerebbe davvero difficile un'indipendenza per il kosovo.
però perché la vogliono?
mi fa effetto leggere l'opinione di una ticinese, lo sono anch'io. e confermo quello che lei ha scritto sul nostro cantone. pur essendo molto diversa dagli svizzeri francesi e dagli svizzeri tedeschi, io non mi sento italiana. mi sento svizzera.
e grazie per gli auguri!

Antonio Candeliere ha detto...

x perlinavichinga:Ti illustro brevemente alcuni episodi che spero ti aiutino a capire che la situazione è molto delicata e completamente diversa da quella che cita la ticinese.
Hashim Thaci e Hagim Ceku (vedi www.indicius.it/archivio/serpenti_onu.htm)i rappresentanti del Kosovo albanese separatista sono veri e propri criminali di guerra e narcotrafficanti. Il Sig.Ceku è stato in passato un mujahedin e nonostante il fatto che rappresenti il collegamento tra Al Qaeda e l'Europa, questo personaggio è l’uomo più illustre del provvisorio governo della regione regione balcanica. La probabile indipendenza del Kosovo, che rappresenta una vera secessione dalla Serbia, determinerebbe disordini e sommosse anche nelle altre zone a maggioranza albanese(sud-Montenegro, Macedonia). L’indipendenza porterebbe ad uno stato monoetnico albanese e non ci sarebbe alcun posto per altre etnie.

Anonimo ha detto...

Molto bello e ben fatto il tuo blog.
jakforme

Unknown ha detto...

passo di qua e ricambio. interessante. molto.
blog da segnalare
peace and love

Antonio Candeliere ha detto...

x batsceba: Grazie

Anonimo ha detto...

Per leggere e comprendere mi tocca andare a ripassare la storia!!!
Ebbene sì... anche questo può essere uno spunto per farlo finalmente!
Fatti parecchio interessanti. Azioni difficilmente giudicabili... a mio avviso. Trovo la situazione piuttosto delicata. Dove la realtà sembra quasi "poco reale", o almeno è così che ce la mostrano.

Antonio Candeliere ha detto...

x odaliscasicula:Grazie per il passaggio.Rileggere un pò di storia ogni tanto non può che illuminarci! A presto.

Antonio Candeliere ha detto...

X Gianluca:Accetto lo scambio. Vedo che hai un bel curriculum. Complimenti.

Anonimo ha detto...

sì, grazie, sei stato decisamente esaustivo. direi che non ci sono dubbi a questo punto.
buona serata!

Anonimo ha detto...

grazie per il tuo contributo sul tema rivoluzione. linkato! =)

piesal ha detto...

x perlinavichinga: in quanto ai ticinesi hai fatto un esempio molto pregnante relativo a cittadini di etnia italiana ricchi di grande senso civico.
Il parallelismo è ottimo e, pur descrivendolo nella totale antitesi dei significati, rende il senso negativo delle intenzioni degli albanesi kossovari, molto attivi nel rivendicare l'indipendenza (celando il loro vero sogno, quello di creare di diritto un nuovo Stato-mafia).

Questi signori, difatti, anche nei floridi tempi di Tito, quando gli albanesi di Albania invidiavano per diritti e prosperità quelli di Iugoslavia, non si sono mai sentiti e dichiarati iugoslavi, tanto che anche lo Stato comunista ha già dovuto agire nel Kossovo, sia con azioni politiche che di ordine pubblico.

Milosevic? Tito? Kostunica?

I governi sono cambiati. Eroi e vigliacchi, veri o presunti, hanno governato e sono morti.

Gli albanesi del Kossovo non hanno, viceversa, mai mutato il loro malcelato spirito aggressivo ed immotivatamente predatorio (anche la vicina Macedonia ne sa qualcosa).

Siamo, purtroppo, molto lontani dal bell'esempio ticinese.

Diciamo quindi no al Kosovo indipendente!!!

F ha detto...

Ciao Antonio,

non sono d'accordo su due punti. Il primo è che sorvoli su come si è arrivati alla soluzione attuale. Come ricordava vagamente ma.ma, i Kosovari vivevano pacificamente nella Iugoslavia di Tito, poi è arrivato un certo Milosevic che ha eliminato le autonomie della regione, per dare un esempio a Slovenia e Croazia. Nel 1999 i kosovari sono stati attaccati dall'esercito serbo (ossia del loro Stato, che li dovrebbe difendere). Ora, anche se il Kosovo indipendente non è desiderabile in sé e per sé, la Serbia con il suo comportamento degli ultimi venti anni ha perso il diritto di governare su quella gente.

E qui arrivo al punto 2. Gente, non terra. Cosa vuol dire che quella terra è serba?? Una terra è di chi ci vive sopra, o no? Il Kosovo non ha più fatto parte della Serbia dal 1380 circa, dalla battaglia di Kosovo Polje (Campo dei Corvi) in cui la Serbia fu conquistata dall'Impero Ottomano. Negli ultimi 200 anni alle popolazioni slave si sono sostituite genti albanesi.

La Serbia deve imparare a guardare avanti, a smetterla con il suo vittimismo e revanscismo nei confronti delle nazioni vicine. La società serba non ha ancora fatto i conti con concetti come sangue, terra e nazionalismo, che ci siamo lasciati alle spalle (si spera) con la seconda guerra mondiale.
E' la Serbia che accarezza il sogno della Grande Serbia, dai tempi della dinastia Karagiorgevic.
Agli Albanesi di Albania, di fare la Grande Albania non gliene frega niente! Anzi!

piesal ha detto...

X f.
Hai posto molte domande interessanti ed apparentemente sensate che non considerano, purtroppo, alcuni elementi non trascurabili.
Nei Balcani i soli a non fare del vittimismo immotivato sono i serbi. Difatti Milosevic, nel 1990, ha posto tutti gli attori politici della regione dinanzi a due alternative:
a) una federazione multietnica dove però i serbi, non per loro colpa, sono il popolo + numeroso;
b) Stati nazionali con confini fedeli a quelli amministrativi della federazione, senza tener conto delle composizioni etniche dei territori.

Tutti hanno preteso la seconda soluzione.

Su questo la Serbia è stata fin troppo poco nazionalista, tanto che, alla fine, si è accontentata di mantenersi nei propri confini, anche se il 30% di tutto il popolo serbo si ritrovava a vivere in BIH ed in Croazia. Pochi ricordano che la seconda città al mondo dove vivono più serbi si chiami Sarajevo e che questa città non si trovi in Serbia. Molte poche persone ricordano che questo stato di cose è stato accettato da Milosevic con la firma degli accordi di Dayton-Parigi.

Questi accordi sono stati poi disattesi dalle potenze occidentali che, nei casi delle Krajine croate ed in BIH hanno sancito l'inviolabilità dei confini a dispetto delle volontà delle minoranze locali (la popolazione di Knin, in maggioranza serba, aveva respinto con un referendum la sovranità croata della regione, prima di essere barbaramente espulsa in seguito alla operazione Oluja, condotta con metodi criminosi dall'esercito croato, senza alcuna condanna internazionale). Mentre le stesse potenze si sono poi indignate ipocritamente ed hanno scatenato una guerra terribile e vigliacca contro la SRJ, in seguito all'uccisione di alcuni guerriglieri dell'UCK a Racak. Questi guerriglieri vennero genericamente descritti dalla stampa e dall'informazione ufficiale come dei normali civili...

Quindi mi parli di vittimismo serbo? Di sciovinismo serbo? Di rapporto difficile con i vicini?
Si tratta, molto semplicemente di un popolo che ha rinunciato all'unità nazionale, ha rinunciato all'unità dei territori sui quali vive ma che non vuole rinunciare al proprio orgoglio ed al proprio patrimonio storico e culturale che insiste in gran parte nella regione del Kosmet. Kosovo e Metohija riconosciute dall'ONU regione a sovranità serba, oltre a costituire 1/8 della superficie di tutto il territorio della Serbia.

Chi piange dalla mattina alla sera sono gli albanesi, che sognano (aiutati dai leccatissimi americani) un Kosovo unito all'albania, preludio di altri acquisti territoriali a spese dei Paesi vicini.

p.s. Kosovo Polje non è il campo dei corvi ma dei merli. In seguito a quella battaglia i Serbi hanno si perso la sovranità sul Kosovo ma hanno contribuito a difendere la nostra cultura europea dall'espansionismo ottomano. Grazie al sacrificio di quegli eroici combattenti abbiamo oggi una cultura di tipo occidentale, anche nel nostro Paese.

Grazie ed a presto.

Antonio Candeliere ha detto...

Convergo totalmente con Piesal.
x f: Grazie per il tuo contributo, che sicuramente ha dato lo spunto per approfondire l'argomento e far chiarezza.

F ha detto...

x Piesal: ma perchè, la Spagna (un tempo araba) non è occidentale? e la sicilia? la grecia e l'ungheria ottomane?

x Piesal e Antonio: a me sembra che propendiate unicamente da una parte, quella serba. Nei balcani, come in ogni guerra, le schifezze si commettono da una parte e dall'altra. Anche se cio non toglie che a volte pesano piu da una delle due parti.
L'insurrezione della Krajina e contraddittoria con il punto 2 di piesal. Indipendenza con confini integri.
La iugoslavia degli anni 80 non era una dmeocrazia, ma un regime dove il dissenso veniva represso duramente (es. primavera croata anni '70). Milosevic, innanzitutto per incompetenza, non ha saputo interpretare le istanze regionaliste che, ricordiamolo, non possono essere slegate dal movimento pro-democrazia. Forse una federazione democratica avrebbe impedito il sangue, se non lo sfaldamento della Iugoslavia. Milosevic invece di garantire una transizione verso la democrazia, ha ristretto il federalismo. Per me questa è incompetenza, prima ancora che dolo.

Infine, la pretesa dei serbi di vivere uniti nello stesso stato è nobile. ma guardiamo alla realtà. la bosnia era una repubblica estremamente mescolata dal punto di vista etnico. Pensare di poter ricavare uno stato etnicamente puro in bosnia significava chiaramente scontentare una maggioranza, dato che qualsiasi etnia/confessione in bosnia è minoritaria. La bosnia era la vera iugoslavia.

Nella storia non esistono popoli "cattivi" che si ribellano contro un potere centrale immotivatamente. chiediamoci con serenita' per quale motivo nè sloveni nè croati nè bosniaci nè albanesi nè adesso i montenegrini hanno voluto vivere con i serbi nelle modalità che dovevano andare bene ai serbi.

piesal ha detto...

X f:
La Spagna, la Grecia, l'Ungheria ed altri non sono oggi ottomane (nel caso della Spagna "araba" e non "ottomana") perché hanno lottato per mantenere la propria identità religiosa e culturale, mentre gli albanesi si sono rapidamente convertiti pur di non avere noie.

Ovviamente le schifezze si commettono da tutte le parti ma non è necessaria la nostra descrizione delle nefandezze serbe, visto che tanti, tutti gli esponenti della demenza bellica, lo hanno già fatto con abbondanza di particolari, talvolta anche fantasiosi e volutamente lacunosi.
L'esempio della Krajina l'ho esposto per far capire che la repubblica di Serbia (ancora oggi l'unico Stato multietnico dell'ex-Iugoslavia) non è intervenuta quando l'esercito croato riconquistava la regione alla sovranità croata (l'esercito serbo non è intervenuto nemmeno quando la Croazia riconquistava Okucani e Pakrac). La vera contraddizione della Krajina e della Slavonia non è mia ma delle diplomazie occidentali, che hanno garantito il diritto all'autodeterminazione del popolo croato ma lo hanno negato ai serbi di Bosnia ed a quelli di Croazia.

La vera tragedia è stata quella di permettere lo sfaldamento della federazione, stimolato da istanze di potentati economici austriaci e tedeschi, dai croati della diaspora, da interessi geopolitici americani che avevano interessi (dal momento che il patto di Varsavia cessava di esistere) nella fine del movimento dei Paesi non allineati, unica voce di dissenso internazionale rimasta.

Gli sloveni si sono separati senza problemi dalla federazione, i croati lo hanno fatto nel modo sbagliato (Tudjman affermava che la Croazia è lo Stato dei croati!!), la Bosnia lo ha fatto con sogni di legge coranica (e con soldi sauditi), il Montenegro lo ha fatto con intenzioni pacifiche e non discriminatorie, non incontrando problemi, la Macedonia lo ha fatto senza ostacoli da parte serba (nel 1992 c'era Milosevic al potere) ma ha affrontato ed ancora affronte azioni armate di gruppi guerriglieri albanesi nelle aree di Tetovo e Kumanovo.

La Macedonia è uno Stato pacifico, nel quale i serbi sono una piccola minoranza, il cui presidente non è mai stato il sanguinario Milosevic.

Perché allora gli albanesi si ribellano???
Non è che forse questi sognano una grande Albania???

Il nostro punto di vista non è acriticamente filoserbo ma insegue il reale andamento delle cose, che vede i serbi avere fatto grandi sacrifici nazionali e territoriali nel nome della stabilità regionale, i fautori delle demenze belliche filoamericane attaccare i serbi, unico popolo filorusso della regione, la stampa prendere parte verso i poveri narcotrafficanti armati fino ai denti che combattono per la loro libertà.

Libertà di delinquere in ogni dove.

Anonimo ha detto...

Gli ultimi commenti di piesal sono davvero indigesti, con quest'equazione imbecille fra albanesi e delinquenza che non promette niente di buono.

Il Kosovo che lo si voglia o no e' un posto di Serbi e di Albanesi. Mettersi a distinguere chi sarebbero i buoni e chi i cattivi e' un giochino inutile e francamente indegno.

Anzi, il Kosovo un problema intrattabile proprio perche' le varie Potenze nelle loro lotte di potere fanno quello stesso giochino, e propendono da una parte o dall'altra e quindi nessuno cerca una vera, duratura soluzione.

Quella che ci vorrebbe per il bene del Kosovo e anche dell'Europa sarebbe una soluzione che massimizzi i vantaggi e minimizzi le ingiustizie per tutti. Ma se nessuno la cerca, dal 10 dicembre in poi ci sara' poco di che essere ottimisti

http://mauriziomorabito.wordpress.com/2007/10/03/kosovo-un-sogno-per-superare-la-crisi/

Anonimo ha detto...

Ciao. Bello l'intervento, e anche i commenti di tutti a proposito. Non so estattamente perchè, ma quello che succede nell'Est Europa, in generale, mi sta molto a cuore in questi ultimi tempi e per cui voglio lasciare anch'io una traccia del mio passaggio in questo blog dicendo come la penso in proposito dell'indipendenza del Kosovo.
Io penso che, sinceramente, un'indipendenza di questo Paese si potrebbe veramente fare, in un futuro più lontano, però; questo perchè la storia ci insegna che è impossibile una convivenza pacifica dei serbi e dei kossovari sotto un unico potere, a meno che non sia di tipo dittatoriale come quello di Tito, ma qui dopo si andrebbe incontro ad altri problemi ancora maggiori. Il motivo per cui i kossovari e i serbi sono così "bellicosi" va cercato nella Battaglia dei Corvi contro i turchi, già citata in precedenza: entrambi sono popoli che non gioiscono dalla vittoria, ma dalla sconfitta; il popolo serbo, specialmente, si sente nato appunto da quella grandissima sconfitta e il loro primo martire è il comandante che il giorno dopo la sconfitta è andato nell'accampamento nemico, ha ucciso un importante persona turca e dopo è stato barbaramente torturato e ucciso.
Tornando all'indipendenza del kosovo: penso che non sia possibile farla in questo momento in quanto, dal mio punto di vista, è un "problema" portato alla luce con troppa rapidità dall'Europa; non ci si può svegliare così un giorno e decidere di dare l'indipendenza ad un Paese! per farlo bisogna ragionarci sopra molto a lungo, anche per trovare punti d'accordo tra tutti i pretendenti, anche se magari alla fine risulterà impossibile comunque. Tutta questa rapidità da parte degli europei di dividere il kosovo dalla serbia mi preoccupa alquanto perchè dal mio punto di vista sotto ci sono motivazioni molto più grandi, che però nessuno ci dice e tutto questo non mi piace.

Ciao, giulia.