Dalla Calabria oggi arriva un monito a tutti i cittadini italiani che sono stanchi di rimanere inerti di fronte al saccheggio delle istituzioni, delle imprese e della società. Sono stati messi sotto inchiesta dai Magistrati Luigi De Magistris e Henry John Woodcock almeno 26 persone in tutta Italia e non si parla certo di gente comune, ma del Capo di Stato Maggiore della Guardia di Finanza, di Agenti del Sismi e di uomini appartenenti a quasi tutti gli shieramenti politici. L'inchiesta è stata chiamata Whynot dal nome di una Società di lavoro interinale e, dalle pagine che compongono le indagini, dalle intercettazioni telefoniche, emergono dei fatti allarmanti. Una consorteria potente che vede coinvolti anche appartenenti ad una Loggia Massonica deviata di San Marino che manovrava dagli appalti ai finanziamenti comunitari e regionali, dall'informatica ai lavoratori a tempo determinato. L'operazione naturalmente era già iniziata con l'inchiesta Poseidone che vide come indagati il Segretario Nazionale dell'UDC Lorenzo Cesa e l'ex Presidente della Regione Calabria Giuseppe Chiaravalloti. Sul conto dello stesso Magistrato De Magistris erano tra l'altro state presentate decine di interrogazioni parlamentari volte a dichiarare l'incompatibilità ambientale e quindi trasferire lo stesso in altra sede, poichè ritenuto personaggio scomodo. Ma io mi chiedo spesso come si può combattere la Mafia, la 'Ndrangheta, la corruzione presente in quasi tutti i settori del nostro paese, se il marcio sta a monte? In questi ultimi 10 anni non si è fatto nessun passo avanti. Dai tempi di tangentopoli, nulla è cambiato ma forse è peggiorata qualcosa. La nostra Calabria, incantevole e straziante terra, che appartiene a tutto il popolo italiano sta diventando spesso oggetto di giochi politici e di spartizione di bottini. Dagli stanziamenti comunitari che sono stati erogati per la depurazione delle acque in questi anni e utilizzati per altri fini, la Calabria dovrebbe avere il mare più pulito del mondo e invece
proprio quest'anno le sono state tolte ulteriori tre bandiere blu di quelle che le erano rimaste. Potevo capire le critiche di un tempo, quando la gente era quasi rassegnata ai fenomeni mafiosi che si registravano. Ma oggi ci sono molti presupposti affinchè le cose vadano diversamente. Difatti è dalle associazioni alla Chiesa, dalla scuola e dai cittadini, che è arrivato un appello che ripudia la malapianta presente in questa terra, si sono levati in piedi all'unisono per non dimenticare gli stessi ragazzi di Locri, per rilanciare con più forza e determinazione il bisogno di cambiamento, di crescere. La Calabria dunque può riscattarsi solo se, anche le stesse Istituzioni, la smettessero di essere ambigue nella scelta degli obiettivi. I fenomeni come quelli di oggi vanno abbattutti e, in questa drammatica emergenza nazionale di corruzione e di antipolitica, è giunto il momento di un'assunzione di responsabilità collettiva, di un impegno civile finalizzato ad eradicare le consolidate sindromi culturali tipiche del nosto Paese che vanno dalla corruzione, ai costi della politica etc. E' necessaria quindi un'interposizione della Società Civile tendente a creare resistenze diffuse capaci di innovare e di migliorare la squilibrata Società Italiana e capace di esigere di più dalla Politica e dalle Istituzioni.Tutto questo è solo una questione di Civiltà!











42 commenti:
Ho dato un'occhiata al blog, e mi è piaciuto molto, tratta di argomenti altamente interessanti per me.
tra oggi e domani ti linko nella mia home!
mi piacerebbe creare una qualche "rete" di raccordo tra molti bloggers interessati a tematiche come quelle trattate da te, oltre che alla satira politica e di costume...
se ti va di linkarmi tra gli amici, mi farebbe molto piacere!
a presto!
GG
(p.s. "Tutto questo è solo una questione di Civiltà!", concordo pienamente)
http://angeldust.blogspot.com/
Grazie per il passaggio e per aver apprezzato il blog. Per una collaborazione futura su alcune tematiche, se ne può discutere.
Grazie ed a presto.
sono oramai dell'idea che solo l'associazionismo della società civile potrà salvare il nostro sud Italia, dove un certo tipo di mafia è assai diffuso.
La gente deve organizzarsi per fare nomi e sradicare lo schifo.
Solo il sud potrà salvare il sud. I politici sono incapaci e le azioni sono troppo poche.
Io sono convinto che quando un'idea si diffonde davvero e la gente vuole, le cose cambiano. Ergo, ancora troppa gente del sud non vuole un serio cambiamento.
Solo parole e piccole gocce che non cambiano purtroppo "u sistema".
X Morgan: Sono d’accordo con te in quanto anche io, come te, faccio parte di una grande organizzazione umanitaria e ne vedo quotidianamente i risultati. In effetti in un mondo in cui l’egoismo individuale ha superato ogni limite, l’Associazionismo è l’alternativa al vuoto sociale e politico che si è venuto a creare in questi anni nel nostro paese. Al sud credo che il singolo poco può fare, ma se quel singolo opera insieme ad altri, qualcosa può cambiare.
Grazie per la visita.
Anch'io credo che solo la società civile, il suo aggregarsi e lottare insieme possa cambiare qualcosa, credo meno ormai nei partiti. Bel post Ciao Giulia
Grazie Giulia e Benvenuta.
Torna a trovarmi.
A presto
Mi unisco al coro: bel post! :)
Non vedo altre soluzioni, se non una reazione corale da parte della gente. Certo bisognerebbe trovare un modo per sostenerla, per dare loro coraggio di ribellarsi...spero che questa inchiesta possa essere da stimolo a tanti.
Bellissimo post,complimenti!!Un'altra volta in prima pagina,come al solito,x questi squallidi episodi.Che dire,non conosco bene la vicenda ma sicuramente è un altro duro colpo x noi tutti calabresi.Anche io sono convinto che l'associazionismo della gente sia l'unica strada da seguire.Ma il riferimento deve essere sempre uno stato sano e forte.Se denuncio che nella mia regione succedono certe cose a quel punto il mio compito si esaurisce,a quel punto deve arrivare un intervento fermo dello stato che non approva "indulti" ma che agisce severamente su certi personaggi e certi fenomeni.La gente deve essere incoraggiata a denunciare certi fenomeni con i quali ormai convive tranquillamente senza notarne più la gravità.
Comunque il discorso è molto complesso e la rete può essere un ottimo mezzo per diffondere quanto noi gente di Calabria abbiamo bisogno di pulizia e legalità.A presto.
x Giuy:Grazie per esserti unita. L'unione fa la forza e penso che prima o poi qualcosa di buono emergerà.
x Francesco: Grazie per la visita, sei sempre il benvenuto. Nel mio post faccio riferimento ai fenomeni che si registrano in Calabria, ma la questione è più complessa perché coinvolge non solo la criminalità organizzata, ma tante altre sfere. L’indulto proposto da un Ministro, ma sostenuto e sollecitato da più, è stato approvato da quasi tutta la classe dirigente del nostro paese. Quando parlo del marcio che sta a monte mi riferisco anche alle leggi approvate all’unanimità e che fanno comodo un po’ a tutti. Questo rappresenta solo uno dei motivi che dovrebbe spingere chiunque a non andare più a votare. Ma il voto rappresenta un vincolo per il cittadino che pur non riconoscendosi in un partito, deve comunque rimettere un mandato nelle mani di qualcuno o entrare a far parte di un “gruppo” per poter esprimere il proprio pensiero. Questo è il concetto che si vuole far emergere. Spero che questi avvenimenti siano di buon auspicio e aiutino a migliorare le cose.
A presto
come sarebbe bello che bastasse l'associazionismo, il fare gruppo per sconfiggere la malavita organizzata in Calabria, in Campania e nel resto del nostro meridione. Purtroppo credo che queste siano solo belle intenzioni che poi si scontrano con la realtà dei fatti. Il sistema reagirà all'inchiesta come ha sempre fatto. Comincerà un attacco ai magistrati, verrano screditati attraverso campagne mediatiche ben mirate, il sistema politico si muoverà all'unisono, superando le barrirere di schieramento che in certe circostanze sono irrilevanti, conta più il mantenimento del potere, dello status quo. ovviamente ci sarà spazio anche per l'associazionismo, figuriamoci, per i ragazzi di Locri, ma solo per pochi giorni, poi tutto verrà dimenticato e la melma tornerà a ricoprire le cupole, gli affari, i politici, i cittadini, le associazioni. Secondo me dovremmo intepretare alcuni segnali molto chiari: i due schieramenti lottano su tutto, in modo aspro e sicuramente dannoso per le istituzioni, ci sono però dei provvedimenti che li vedono affiancati: l'indulto, la legge sulle intercettazioni e qualche cosa simile. che vi fa pensare questo?
saluti a tutti
pfp
x pfp:In una regione dove il tasso di omertà è stato sempre molto alto, è già un gran risultato il fatto che tanti gruppi, gli stessi ragazzi di Locri chiedono un futuro migliore scendendo in prima fila. In passato queste forme di protesta erano inimmaginabili. Sulla parte finale concordo con te.
A presto
io vi auguro che si possa davvero trovare un modo per fare pulizia e dare possibilità alla gente onesta.
è vero, non importa forse molto il luogo, ma è innegabile che ognuno abbia le sue preferenze... siamo umani.
Benvenuta Perlinavichinga. Torna a trovarmi!
Sono un calabrese...ho 33 anni...sono uno di quei 680 interinali o se meglio credete ex interinali che fino al 29 marzo di quest' anno ha lavorato all'interno dell'amministrazione regionale...sono un dipendente WhyNot. Sono rimasto molto amareggiato degli avvenimenti che in questi ultimi giorni hanno coinvolto la politica calabrese, la società, ma soprattutto il mio lavoro. Un lavoro che non offriva tanto, sole 700 Euro mensili che arrivano ad 830, grazie agli assegni familiari. Eh si, ho una famiglia...una moglie che tenta disperatamente di trovare lavoro, ma inutilente nella mia città...un figlio, piccolo che è la mia fonte di gioia e preoccupazione allo stesso tempo (sapete senza soldi figli non se ne crescono) una casa con tutte le spese che ne conseguono. Da 2 mesi circa sono senza stipendio, e scopro che chi mi avrebbe dovuto tutelare intascava soldi dal lavoro che io facevo. Immaginatevi la scena una vecchietta vi tende la mano per fare l'elemonisina ed invece di dare, prendi quello che già ha in mano: la scena ha del paradossale. Adesso vedo anche un moltiplicarsi di Blog e siti che parlano del caso giudiziario, alcuni con parolone infamanti del tipo "i soliti raccomandati" ; "pagati per non fare un cxxxo" ; "bastardi figli di papà". Ho deciso di scrivere su questo blog solo perchè è l'ultimo che ho visitato e trovato in rete, non perchè l'abbia trovato più oltraggioso o antipatico di altri anzi...ma sono stanco di ascoltare, leggere e non poter dire la mia. Mi dispiace che i calabresi, me compreso, siano rimasti delusi dall'attuale governo regionale, io per primo mi sento tradito nelle mie aspettative, lavoro, famiglia..; sono un raccomandato? Oggi in calabria non si vive se non si è quantomeno segnalati. Non allibitevi delle mie parole..sono fatti purtroppo. Sono un figlio di papà? Fermo restando che sono orfano da piccola età il mio "papà" se volete chiamarlo così, melo sono andato a cercare "elemosinando". Pagato a vuoto? No, questo no. Mi sono guadagnato fino all'ultimo centesimo in quello che facevo e dove lavoravo..sempre disponibile, mai a dire di no, mai a dire "non mi compete". I miei dirigenti non si sono mai dovuti lamentare del mio operato ed ho sempre cercato di adeguarmi il più possibile all'ambiente di lavoro che ho trovato. Sono un precario da sette anni e oggi insieme a me sono diventati precari anche mia moglie e mio figlio. Vorrei che prima di parlare, scrivere, ingiuriare qualcuno pensaste in maniera civile a tutti noi che oggi siamo rimasti per strada a chiedersi come nutrire i nostri figli. Grazie dell'attenzione. F.to un precario.
x Lastone:Capisco molto bene il tuo sfogo e sicuramente io non sono uno di quelli che oltraggiano gente come te o i precari in genere. Anzi nel mio blog ho dedicato un articolo al lavoro ed al precariato.
Sarebbe troppo facile fare ciò che dice Montezemolo, tutelare solo chi possiede e genera ricchezza perché i pensionati, i dipendenti pubblici rappresentano uno spreco in quanto fannulloni. Quanto gli farei fare l’operaio in fabbrica!!!
In questo articolo ho cercato di analizzare il marcio che c’è nel sistema italiano, ma rimane inteso che l’attenzione è rivolta anche a chi come te ne subisce le conseguenze. Per quanto riguarda le società interinali, a mio avviso non dovrebbero esistere perché rappresentano un’offesa alla dignità umana.
Grazie per la visita e buona fortuna!
A proposito di mafie.
Ho appena messo un post sul mio blog circa alcuni fatti, divertenti e sconcertanti allo stesso tempo, riguardanti l'arresto di alcuni boss in seguito alla decrittazione del codice di Provenzano.
http://anggeldust.blogspot.com/2007/06/piccoli-problemi-di-mafia.html
questo è l'url.
la vedo dura, l'italia va avanti col teorema ognun per sé, dio x tutti
Hai ragione Fulvia, ma non possiamo rimanere inermi di fronte a ciò che accade. E' ora di dire basta all'autocommiserazione!
credo che il discorso qui affrontato sia davvero molto complesso e va a toccare un malumore generale molto diffuso (lo dimostra il fatto che partendo dal problema massoneria, siete finiti a parlare di ndrangheta e precariato).
La mia idea, purtroppo, è che non siamo ancora arrivati al punto limite. Si è vero, la gente è stanca.
E' stanca di vivere in una città (Reggio Calabria) dove 8 esercizi commerciali su 10 sono di famiglie della ndrangheta e i restanti 2 pagano il pizzo.
E' stanca di vivere in una regione, la Calabria, dove praticamente tutti (incluso il dittatore loiero), sono attualmente indagati per una miriadi di reati: dalla truffa all'associazione mafiosa.
Personalmente sono stanco di questo stato di cose, vedo un lassismo davvero preoccupante: lasciamo fare, dice la gente, tanto prima o poi qualcuno verrà a salvarci.
Parlo da reggino: noi la rivolta l'abbiamo fatta nel 70, e ci hanno inviato i mezzi corazzati dell'esercito per farci stare zitti. Non abbiamo risolto nulla, perchè non abbiamo ottenuto ciò che volevamo, però ci siamo fatti sentire.
Per carità, i ragazzi di Locri erano un bel fenomeno, l'idea è ottima. Peccato che certe situazioni non andrebbero politicizzate. Mi fa una profonda tristezza vederli sfirare con i loghi di alcuni partiti politici o ancora che il suo rappresentante si presenti ovunque a parlare di questo stato di cose, quando nemmeno ci vive più a Locri.
Non ho la soluzione a tutti questi problemi, ma confido che quando la gente sarà davvero stremata, allora lì qualcosa cambierà.
Anto !
hai ragione . Ma facciamo chiarezza : l'italia non esiste. avee più di mezzo stato in mano alla malavita significa anarchia. Ci vuole iuno stato che riparta dai fondamentali.
E che faccia un generale repulisti all'interno di se stesso. Se manca questa manca la terra sulla quale costruiire un paese diverso.
hai ragione su tutto comunque
Giulio
http://giulio-stevanato.splinder.com
X Francesco Biacca: Condivido la tua riflessione e conosco bene la realtà calabrese. Non penso che ci sia bisogno di aggiungere sofferenza a sofferenza per capire e per voltare pagina. Credo che il problema in Calabria sia anche di mentalità congenita un po’ generalizzata. I ragazzi di Locri poco possono fare da soli, ma un’intera Regione che si muove per realizzare un obiettivo comune può modificare lo status quo. Sono state occupate le terre in passato per la riforma agraria, oggi con i forestali si è quasi bloccata l’attività di una Regione e potrei continuare. Le cose possono migliorare solo quando nella mentalità delle persone e non solo delle istituzioni, nasce la convinzione che qualcosa deve per forza di cose mutare.
Grazie per la visita.
Grazie Giulio per aver condiviso la mia analisi.
A presto
Bello qui
mi piacerebbe linkarlo se sei d'accordo e sei fai lo stesso con il mio.
Vieni a trovarmi e lascia un commento nell'apposita sezione:
http://cohoba.blogspot.com/2007/06/mondo-blog-vuoi-essere-linkato.html
ti linkerò immediatamente
ancora complimenti.
questi nuovi scenari massonici sono davvero inquietanti. Ti dà davvero l'idea di vivere in una società gestita e controllato da poche e oscure persone.
E poi si parla tanto di auto - determinazione
mah
E' la società stessa, unita, che dovrebbe far fronte a questo problema. La soluzione non potrà mai arrivare dall'alto perchè come dici tu il marcio sta prorpio lì.
Secondo me però è impossibile al giorno d'oggi creare questa coesione tra la gente.
Grazie Cohoba. Nessun problema per il link.
Concordo con te Laura, ma l'impossibile deve comunque diventare possibile altrimenti si arriverà ad un punto di non ritorno.Si deve agire.
Come qualcuno ha già scritto, solo il sud può salvare il sud. Ma le mentalità cambiano lentamente.
E allora il centronord potrebbe cominciare a fare qualcosa per accelerare la transizione e il cambiamento.
Penso alla nostra giustizia lenta e inefficiente che non riesce mai a punire quei "pesci grossi". Penso all'ipocrisia di chi vorrebbe vedere per sempre illegali prostituzione e marijuana, senza voler vedere che sono tra le entrate più cospicue delle nostre mafie, specialmente per la camorra.
Dobbiamo togliere ossigeno alle mafie, pragmaticamente.
x f: Condivido pienamente la tua osservazione che spero vivamente trovi tangibilità al più presto!
Cosa vuol dire << sempre disponibile, mai a dire di no, mai a dire "non mi compete">>, parto da questa frase per significare un malessere che non riesco a descrivere.
Ho 46 anni e grazie ai soldi ed al lavoro onesto di papà, sono riuscito ad ottenere una buona istruzione e dopo una pessima occupazione.
Senza elemosinare, senza piangere e chiedere favori, ma solo con il sudore ed il sacrificio personale, giornaliero, costante.
Ho dovuto combattere e combatto contro segnalati e raccomandati vari, il danno è che purtroppo non si vuole capire che l'unico modo per far risorgere la nostra terra "maledetta" l'unica ricetta è di scegliere gli uomini giusti per i "posti" giusti.
I criteri da utilizzare sono semplici e banali da attuare: competenza, merito, onestà intellettuale e morale.
E' difficile? No è solo scomodo, tutti noi vorremmo i nostri figli giudici, avvocati, calciatori, dottori affermati e famosi. Ma non tutti lo possono diventare perchè è duro ed è faticoso primeggiare in questi ed in tutti gli altri campi, e non ci si può trincerare dietro la scusa che tanto siamo tutti uguali e siamo tutti intelligenti, è vero questo ma è anche vero che un sistema sano deve dare a tutti le stesse possibilità, poi con una sana e corretta competizione sarà il sistema stesso a determinare i migliori.
In Calabria questo non accade, in tutti i contesti, ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Vogliamo continuare in questo modo? Io ho detto no da quando sono un essere cosciente, sono purtroppo solo nel percorrere questo cammino, ma non mi fermo!
x anonimo:Concordo con te, ma vorrei solo precisare che il problema della meritocrazia non è solo in Calabria, ma rappresenta un male evidente in tutta la nostra Italia. Basta guardare i sistemi chiusi del corporativismo, degli ordini professionali, dove la professione si eredità dal papà. All’interno degli stessi partiti possiamo notare costantemente come gli over 50 escludino giovani meritevoli dietro la scusa della scarsa esperienza. Continua la tua lotta, qualcosa prima o poi dovrà cambiare.
A presto
Ei Antonio sono Luca. Non aggiorni più? :-) Ero passato per un commento.Un caro saluto e a presto!
.Luca.
P.s. io sto iniziando ad usare gli aggregatori. Con le visite sono inspiegabilmente ai minimi storici da giorni. Bah, li vedo nulli, mica funzionano 'sti cosi! Ciaoooooooo
Ti chiedo per favore di passare sul mio blog a vedere la nuova iniziativa a favore di Gramos, il bimbo con malattia rara che forse già conosci, grazie mille. Perdona il disturbo.
Questo post si è dimostrato più lungimirante di quanto si potesse credere. Da quando Woodcock ha annunciato un'inchiesta sulla massoneria si aspettava uno scandalo estivo ed ora eccolo servito. Dalle mie parti si possono ancora vedere i collegamenti tra massoneria, chiesa oltranzista da controriforma e mafia. Non si finisce mai di scavare nel torbido. Peccato ci si fermi a metà
Grazie Francesco per il commento. Condivido la tua riflessione.
A presto
GLI EDITORIALI DI ANTONELLO DE PIERRO DIRETTORE DI ITALYMEDIA.IT
Vergognati, Maurizio!
di Antonello De Pierro
E' un grido di dolore quello che si leva da qualche mese dal mondo della cultura, dopo che la televisione ha catapultato nelle case degli italiani il discusso programma denominato "Grande Fratello", creando un prodotto inconsistente, che è stato immediatamente e incomprensibilmente rapito dalle cronache dei media. E quando parlo di cultura naturalmente mi riferisco a quella con la c maiuscola, quella dei grandi (purtroppo pochi) uomini, quella nella sua accezione più ampia, quella che ha da sempre rifiutato di nutrirsi di surrogati ideologici e di imparare la lezione della buona ipocrisia, tanto amata dai più. Eppure la televisione, che ormai da anni affoga in una programmazione demenziale, diseducativa, ripetitiva e scadente, ci aveva abituati da tempo allo squallore delle telenovelas e della soap opera, incollando ai teleschermi il popolo televisivo delle casalinghe, col grembiule al ventre, che tra un bucato e l'altro, per innaffiare l'arido giardino della solitudine giornaliera, si incantavano e sognavano di fronte ai miti improbabili di "Beatiful" o di "Quando si ama". Si trattava sempre e comunque di artisti che, costretti da esigenze professionali e allettati da ingaggi stratosferici, legavano il proprio nome a produzioni di scarso valore culturale. Con il "Grande Fratello" si è valicato ogni limite di decenza, i colossali interessi economici hanno relegato in soffitta qualsiasi senso di moralità. Un manipolo di ragazzi comuni, messi per cento giorni a colloquio con l'occhio freddo di una telecamera "guardona", sbattuti davanti a pupille spalancate collegate a cervelli altrettanto ristretti, e scaraventati verso una notorietà di cartone non supportata da un'adeguata preparazione professionale. Un business ben congegnato, che ha affondato facilmente le radici in un terreno intriso di sottocultura e ignoranza, atto a spremere come limoni le illusioni di un gruppo di giovani che forse avrebbero potuto intraprendere carriere sicuramente più idonee alle loro attitudini, piuttosto che essere magnificati dai "polli d'allevamento" dell'Italia provinciale che si entusiasma di fronte a tutto ciò che passa sul piccolo schermo, ma essere sottoposti giustamente al mortificante rito dell'irrisione da parte delle vere teste pensanti nazionali. Ed ecco invece i vari Pietro, Salvo, Marina, Cristina, Rocco, Lorenzo, invasati da una droga che si chiama successo, correre con la naturalezza dell'inevitabile, a suon di apparizioni varie, verso un futuro incerto, segnato da suggestioni pseudo-professionali. Di fronte ad una tale situazione non posso avvolgere le mie parole nella carta zuccherata e rinunciare a dissotterrare l'ascia di guerra della polemica. C'è una categoria in Italia fortemente rappresentata, quella degli artisti veri, spinti dal comando imperioso di un'acrobatica passione per lo spettacolo, che annaspa da sempre nell'oceano della precarietà e vive costantemente in bilico sul baratro della disoccupazione. Le scuole di preparazione artistica ne sfornano a centinaia; basta girare i teatri, anche i più piccoli, per scoprire veri talenti, di cui l'Italia non è mai stata avara. E invece ecco apparire improvvisamente sulla scena Marina La Rosa, che ubriacata dalla popolarità riesce ad offendere finanche quei fotografi che da sempre hanno fatto la fortuna dei vip, definendoli "braccia rubate all'agricoltura"; la Sofia nazionale ancora venera i professionisti dei flash a raffica ( comunque c'è da dire che sulla Loren le brume del mito si sono posate davvero). Ma il prodotto più scandaloso si chiama Pietro Taricone, che calzando la sua normale faccia da bullo di paese riesce incredibilmente a vendere la sua presenza a fior di milioni nelle discoteche di provincia e nei suoi sogni lascia ingenuamente galleggiare un futuro alla Kevin Costner: l'importante è crederci, ma purtroppo il risveglio sarà doloroso e disastroso
E' già criticabile l'operazione, che ha messo a nudo il livello di sottocultura di gran parte degli italiani, ma purtroppo per i produttori televisivi, non è facile sacrificare i propri interessi sull'altare della cultura, della moralità e del buonsenso. Ma quando un giornalista di grande spessore, con vocazione da imprenditore, marcia con i cingoli sopra ogni principio etico-professionale, allora
il caso diventa inquietante. Quanta popolarità in meno avrebbero ottenuto i ragazzi "usa e getta" del "Grande Fratello" se non fossero stati foraggiati dall'ala protettiva di Costanzo, che li ha aiutati a continuare la semina dei germi di tutti gli aspetti deteriori dell'odierna società? Probabilmente i valori del grafico di notorietà sarebbero molto più modesti. Caro Maurizio, pesa su di te una forte responsabilità morale, sia nei confronti di quelli che il successo l'hanno cucito sulla propria pelle, strappando l'ago e il filo a rinunce e sacrifici fatti nelle scuole, nei teatri, nelle piazze, e sia nei confronti delle fasce più deboli dell'esercito dei telespettatori. Ho visto un giorno in un mercato un bambino giocare con dei soldatini e chiamarli con i nomi dei protagonisti del grande fratello. Hai sostenuto una trasmissione che, anche se con un ipocrita "bip" celava certe espressioni colorite, non dava comunque molto spazio all'immaginazione per capire, risultando quindi altamente diseducativa, tenuto conto anche della fascia oraria in cui veniva trasmessa. Sono tanti i petali di simpatia persi da te in questa occasione. Infine, colpito da un delirio di onnipotenza hai pensato bene di organizzare una puntata chiamata "Pietro contro tutti" in prima serata, con un Taricone versione re dei "coatti", con canotta strizzamuscoli senza maniche, a troneggiare sul palco del teatro Parioli, ingaggiando un vittorioso "braccio di ferro" a colpi di audience con "La Piovra", pellicola a interesse sociale in onda su Raiuno, mettendo a nudo ancora una volta, se qualcuno avesse avuto qualche ulteriore dubbio, il livello culturale dei telespettatori del "Maurizio Costanzo Show". Un'ennesima conferma di come un grande giornalista abbia potuto bruciare sulla graticola dell'interesse economico, perché audience per te vuol dire sponsor, non dimentichiamolo, la propria credibilità professionale. Del resto in nome dell'audience avevi già rifiutato di ospitare in trasmissione i rappresentanti del "Comitato Vittime del Portuense", perché chiaramente ventisette morti per te non hanno importanza, sono solo una lugubre contabilità di normale amministrazione giornaliera, di fronte al sacro inchino al potere dello sporco Dio denaro, a cui ti sei convertito e sottomesso. Vergogna!
Vi segnalo "Polis" il blog sulla politica all'indirizzo www.polisfs.blogspot.com
Se volete sono lieto e disponibile a fare uno scambio dei link.
Francesco da Polis
BASTA LA CASTA!!!
Intanto il Ministro di Grazia e Giustizia trasferisce i magistrati...
x Franca: Questo è da vedere ancora. Bisogna andare in fondo alla questione.
Grazie per il passaggio
buon weekend da sbriciolina.ilcannocchiale.it
Grazie anche a te sbriciolina.
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