mercoledì 2 maggio 2007

Emergenza Idrica: Riflessioni.

E' ormai trascorso qualche anno da quando si affermava che nel secolo scorso molte guerre furono combattute per l'approvvigionamento di petrolio e che nel secolo successivo si sarebbe combattuto per "l'acqua".
Parole di una verità indiscutibile.
Soprattutto in questi giorni si sente parlare più che mai della crisi delle fonti energetiche tanto da diventare argomento rilevante sul piano internazionale. Le cause di tutto ciò stanno in primis nell'aumento della popolazione mondiale, ma non solo, l'inquinamento altro fattore determinante, i cambiamenti climatici, i processi di desertificazione.
Se pensiamo all'acqua, le prime cose che ci vengono in mente sono le esigenze primarie di ogni individuo, quelle di lavarsi, dissetarsi ecc. La cosa più allarmante oltre alla crisi della gestione delle risorse idriche, è caratterizzata dal prezzo che si paga per usufruirne, che cresce a ritmi elevati e che a mio avviso, va a contrastare con uno dei diritti fondamentali dell'uomo.
Esiste una stertta connessione tra sviluppo economico, industriale e acqua. Basti pensare alla questione del Nilo e allo sfruttamento delle sue acque, che da sempre ha visto antagonisti lottare per il controllo.
Non voglio entrare in questioni di carattere economico-politico, ma vorrei semplicemente lanciare un appello, una lotta agli sprechi, un programma serio per il contenimento dei consumi, un piano irriguo nazionale capace di garantire alle generazioni che verranno un futuro migliore. Come si può agire di fronte a questo meccanismo autodistruttivo? Forse c' è bisogno di un sistema di nuove regole, più cooperazione a livello internazionale, un agire d'intesa. Quale potrebbe essere una via di uscita per evitare un disastro ambientale e per scongiurare una crisi senza ritorno?

8 commenti:

Anonimo ha detto...

Le tue riflessioni dovrebbero essere portate avanti con una politica di sensibilizzazione decisa. Ma i nostri politici sono troppo impegnati a pensare alla Tav o al ponte sullo stretto di Messina, da non rendersi conto che nel nostro paese vengono utilizzati ancora acquedotti di "Epoca Romana". In tante zone del mondo l'emergenza idrica è allarmante, basti pensare all'amazzonia brasiliana dove circa 200.000 persone soffrono la sete e la distribuzione dell'acqua che è divenuta (PRIVATIZZATA) viene distribuita solo in alcune zone e il costo è superiore a quello di tutta europa.
Si arriverà anche in Italia a questo?!
Giulia De Santis

Antonio Candeliere ha detto...

Purtroppo per tanti Stati e Multinazionali l'acqua sta diventando un bene economico e commerciale, il nuovo business del nostro secolo.
Spero anche io in una politica seria, ma ho i miei dubbi!!!

Anonimo ha detto...

grazie anto
per esser passato sul mio blog....quando ho più tempo e sono più tranquillo ti linko e leggo meglio.mi sembri sveglio!
ciao
giulio
giulio-stevanato.splinder.com

Anonimo ha detto...

dovremmo soltanto smettere un pò con le parole e dare spazio ai fatti... che mancano purtroppo nella maggior parte di noi... un saluto grazie del tuo passaggio...

Anonimo ha detto...

Indubbiamente è tutto vero ciò che hai scritto..e condivido questi pensieri
secondo me ci sono almeno due modi ,anzi forse tre di porsi di fronte alle cose..
1.Me ne frego..della serie io,a casa mia ho ciò che mi serve per vivere bene,per cui la cosa appartiene ad un mondo lontano
2.E' un problema importante,ma se ne occupano altri..si potrebbero fare tante cose,ma io piccolo cittadino faccio parte di un sistema e non posso cambiare più di tanto le cose
3.il mio modo,quello più pratico e concreto che riflessivo..cioè:io cosa faccio per cambiare le cose?tipo,compro l'acqua nel negozio o bevo quella del rubinetto?quanta acqua uso/spreco per la doccia?
la politica per come la intendo io,si fa in luoghi precisi(ad es.parlamento etc..).però tanti grandi cambiamenti nascono dalla quotidianità,dalle idee di ognuno che si mettono assieme..questa è la politica che fa muovere e responsabilizzare i cittadini!per cui ognuno deve farsi carico dei problemi e iniziare o continuare a fare azioni ogni giorno!
ciao
arianna

Antonio Candeliere ha detto...

La politica non si fa solo in parlamento; i cambiamenti, che nascono dalla quotidianità, come tu giustamente dicevi,affinchè si realizzino hanno bisogno del buon senso dei cittadini e di qualcuno tra la gente comune che si fa portatore di principi sani e coraggiosi.
Grazie Arianna per essere passata a trovarmi!
A Presto

Arthur ha detto...

Senti ma cosa pensi del fatto che Israele prenda quasi il 15% del fabbisogno nazionale di acqua, dal mare, attraverso gli impianti di desalinazione? Se viviamo in un paese dove quasi i 3/4 sono di acqua, non si può trovare un modo per usarla, quest'acqua?

Antonio Candeliere ha detto...

Certo Arthur. E' un'ottima idea anche se i costi sono altissimi.