
In questi giorni si sente parlare nel nostro paese di crisi della politica. Tanti, da Massimo D’Alema, a Mario Monti che esalta i tecnici, a Montezemolo che promuove un vero e proprio programma politico. A Monti risponderei che di tecnici un paese ne ha bisogno, ma la politica viene prima di tutto, mentre le critiche mosse da Montezemolo invece non so da dove derivano visti i continui interventi da parte del governo negli ultimi anni alla Fiat, vedi cassa integrazione, ecoincentivi, incentivi per la ristrutturazione e vari aiuti di salvataggio.
Il vero problema dell’Italia di oggi è la mancata comunicazione tra Stato e Società derivante soprattutto dalle candidature sempre più espresse dai partiti, che spesso non godono di quella legittimazione conferita dal popolo. L’esercizio del mandato dovrebbe essere possibile attraverso adeguati strumenti che favoriscano la formazione e la promozione di classi dirigenti nuove. Il conflitto di interessi che non riguarda solo Silvio Berlusconi, ma centinaia di altri politici andrebbe adeguatamente risolto. Il libero esercizio della funzione parlamentare deve esigere che gli interessi non prevalgano fra la posizione personale del parlamentare e la funzione rappresentativa esercitata e quindi devono essere fissate condizioni di ineleggibilità ed incompatibilità.
La politica deve avere a che fare con il governo della società e uno dei modi per cominciare a rispondere deve essere il cambiamento delle forme di organizzazione dei partiti. I partiti di massa sono ormai usciti di scena; il partito di massa si basava su una società relativamente semplice e invece cosa si fa per il cambiamento? Ci si inventa un nuova Democrazia
Cristiana, il nuovo Partito Democratico. Si litiga già per chi deve essere il leader. Non penso siano queste le risposte da dare ai cittadini.
Si dice che la Lega abbia contribuito al crollo del vecchio sistema politico raccogliendo la protesta sociale. E’ vero. Infatti il nord è spaventato dall’aumento della pressione fiscale per ripianare le spese di un sistema politico insufficiente e per le redistribuzioni alle aree meno produttive della penisola. (vedi le ultime elezioni amministrative del 27-28 maggio 2007).
La società è cambiata, le innovazioni organizzative della grande industria, lo sviluppo della piccola impresa hanno trasformato completamente il tessuto sociale preparando un cambiamento politico che purtoppo tarda ad arrivare. Siamo di fronte ad un'Italia ancora ancorata a vecchi stereotipi.
La situazione di oggi la possiamo percepire allora come un disordine generale che mette a rischio l’ordine politico e sociale di un paese che si è costruito con fatica e con lealtà nazionale. La questione italiana dunque non si presta a facili soluzioni, ma non c'è più tempo per piangere, bisogna rimboccarsi le maniche.
Vorrei chiudere con una citazione che può essere interpretata sotto tanti aspetti e che spero sia di buon auspicio:
"La politica è l’arte nobile di prendere voti dai poveri e fondi elettorali dai ricchi, promettendo di proteggere gli uni e gli altri". Oscar Ameringer
La politica deve avere a che fare con il governo della società e uno dei modi per cominciare a rispondere deve essere il cambiamento delle forme di organizzazione dei partiti. I partiti di massa sono ormai usciti di scena; il partito di massa si basava su una società relativamente semplice e invece cosa si fa per il cambiamento? Ci si inventa un nuova Democrazia
Cristiana, il nuovo Partito Democratico. Si litiga già per chi deve essere il leader. Non penso siano queste le risposte da dare ai cittadini.Si dice che la Lega abbia contribuito al crollo del vecchio sistema politico raccogliendo la protesta sociale. E’ vero. Infatti il nord è spaventato dall’aumento della pressione fiscale per ripianare le spese di un sistema politico insufficiente e per le redistribuzioni alle aree meno produttive della penisola. (vedi le ultime elezioni amministrative del 27-28 maggio 2007).
La società è cambiata, le innovazioni organizzative della grande industria, lo sviluppo della piccola impresa hanno trasformato completamente il tessuto sociale preparando un cambiamento politico che purtoppo tarda ad arrivare. Siamo di fronte ad un'Italia ancora ancorata a vecchi stereotipi.
La situazione di oggi la possiamo percepire allora come un disordine generale che mette a rischio l’ordine politico e sociale di un paese che si è costruito con fatica e con lealtà nazionale. La questione italiana dunque non si presta a facili soluzioni, ma non c'è più tempo per piangere, bisogna rimboccarsi le maniche.
Vorrei chiudere con una citazione che può essere interpretata sotto tanti aspetti e che spero sia di buon auspicio:
"La politica è l’arte nobile di prendere voti dai poveri e fondi elettorali dai ricchi, promettendo di proteggere gli uni e gli altri". Oscar Ameringer
25 commenti:
"Il vero problema dell’Italia di oggi è la mancata comunicazione tra Stato e Società derivante soprattutto dalle candidature sempre più espresse dai partiti, che spesso non godono di quella legittimazione conferita dal popolo".
Come hai ragione! E pure quando comprendi le ragioni di fondo che hanno dato vita alla Lega del Nord, spesso ridicolizzate o sminuite (quando invece c'è stata una vera e propria miopia o disinteresse di quelle esigenze del nord-est da parte della politica tutta)
Ciao.
La questione della Lega giusta o sbagliata che sia è stato un rilevatore chiaro dell'organizzazione del mondo sociale della piccola impresa. E' stata un'anticipazione del cambiamento politico.Criticabili nella lega sono stati invece le tendenze separatiste e i riferimenti a tipicità culturali rispetto al resto del paese e i fatti nel tempo hanno dimostrato l'inesistenza di etnie diverse che avrebbero portato ad un vero separatismo politico!
Certo Antonio e grazie delle notizie precise e "analitiche".
Ciao.
La Lega è stata e - almeno in parte - continua ad essere una delle migliori pagini della politica italiana degli ultimi 20 anni...e lo dico da napoletano, a scanso di equivoci ;)
X Edgar.
Vorrei aggiungere che, ad essere ignorato dallla politica, non è solo il nord-est ma il versante orientale italiano nella sua interezza, per il quale non si progettano le infrastrutture moderne e non si favoriscono i grandi eventi. Senza contare che per la rai (fatta salva la riscossione del canone) esistono solo Roma e Napoli...
x camelot: che la Lega sia stata un evento nuovo sulla scena politica italiana è un dato indiscutibile;come fenomeno sociale infatti rappresenta una perfetta realizzazione di un progetto, ma dal punto di vista politico ho qualche dubbio!
Grazie per la visita
ciao antonio! sono d'accordo con te.La crisi politica dello stato deriva in gran parte dalla crisi dei partiti.In primo luogo essi tendono a svolgere una politica senza alcuna visione ideale o anche solo programmatica, riduncendosi a strumenti di gestione del potere il cui fine essenziale è garantire in un certo senso la perpetuazione della propria presenza al governo anzicchè praticare politiche ed attuare programmi.
In secondo luogo i partiti trovano notevoli difficoltà a svolgere la tradizionale funzione di collegamento tra comunità sociale e stato per la tendenza ad appiattirsi sulla gestine delle istituzioni. Infine sta venendo sempre meno il carattere di massa dei partiti ; questa è la conseguenza di una contrazione del numero di coloro che partecipano effettivamente alla vita politica e del bruolo determinante attribuito di fatto ai leader i quali adottano decisioni al di fuori di procedure e controlli pienamente democratici.Quindi i partiti hanno la tendenza a trasformarsi in partiti personali cioè in macchine parsonali al servizio di qusto o di quel leader.
daniela
baci e complimenti per il blog
Grazie Daniela per la visita e per aver condiviso la mia tesi!
A presto
Giorno 14 ottobre nasce il Pd, ma chi sarà il capo?
Prodi? Rutelli? D'alema?...un partito che ancora riflette la propria collocazione in Italia, con "organismo" ancora incerto...tra ex Dc, ex Pci...
tante cose fatte in fretta....la Finanziaria, il contratto deggli statali, ma una cosa che non sfugge è quella divisione sui temi sociali, in questo caso la famiglia.
I dirigenti del nuovo Pd..dovranno riflettere a lungo dell'insuccesso delle elezioni amministrative..prima punto il grande tasso di astensionismo...che vuol significare un "rifiuto" del progetto politico del governo.
Altro punti sono i costi economici delle famiglie e la sicurezza all' interno delle città..
ed è proprio al nord questa ha risposta contraria al governo, ma anche questo autoisolamento, questo chiudersi in sè stessi , quindi una distanza netta fra società civile e politica.
Quindi alla gente non gli ne frega niente ..dei discorsi riformisti, delle chiacchere, delle banche,
ma vuole qualcosa di concreto, gia l'avevamo visto
a Mirafiori dove i dirigenti sindacali furono contestati dai propri tesserati.
Sembra di essere tornati indieto di 16 anni al nord...ad un tratto sono diventati di nuovo tutti leghisti....e al sud invece? da noi?...ma si..facciamo un allenza tra comunisti italiani e pli tanto che ci frega...eh eh...basta che mangiamo
roy greich
I futuri problemi che incontrerà il PD non sono solo di leadership, ma strutturali, di collocazione sia interna che in europa. Si parla di organismo profondamente rinnovato, ma intanto è stato nominato Prodi come Presidente, un dirigenza composta da Dini, Amato, Rutelli, D’Alema, Livia Turco ecc. Ma la novità dov’è? Un partito vive solo se si rigenera e cambia il rapporto con la società che si evolve. I problemi del paese rimangono comunque altri come anche tu mi fai notare. Credo che ci sia bisogno di scelte coraggiose che mettano in gioco anche aspirazioni personali.
Per quanto riguarda il problema sud, penso che un semplice commento non basti, la questione va analizzata con più attenzione.
A presto
Infatti il "problema Sud" o "questione meridionale" che dir si voglia, risale ai tempi dell'unità d'Italia e forse, anche prima.
Un saluto a tutti.
Credo che oggi la classe politica di destra come di sinistra sia ingessata e soprattutto controllata dai poteri forti dell'economia molto più di quanto accadesse un tempo.
Oramai la politica, anzi i politici, non riescono, non vogliono e non possono occuparsi di smantellare certe realtà in parte perché legati ad esse ed in parte perché dotati di poco coraggio.
Sono anche fuori dalla realtà.
Discutere come se fosse una questione essenziale per il Paese su chi sarà la "mamma" del neo costituito Partito Democratico ( che poi é di fatto un partito che sancisce il "compromesso storico" tra vecchia DC e vecchio PCI anche se sotto altre forme) non può non lasciare sgomento nella gente che avverte l'esigenza di veder risolti problemi più concreti e quotidiani.
Ma questa é un'altra storia, questo sarebbe fare davvero politica.
Troppo difficile per questi individui...
La Lega è un partito con una forte componente territoriale. E questo è un bene nel contesto della deregulatione che stiamo vivendo. Non si può pensare che l'Italia sia no man's Land.
X Daniele Verzetti: Sono d’accordo con te, in effetti un tempo l’economia, le banche erano controllate dal sistema politico, oggi invece si sono invertiti i ruoli. Lo spessore politico dei nostri governanti purtroppo non è tale da imporsi con coraggio e determinazione e i cittadini ne subiscono le conseguenze.
Grazie per la tua visita.
X Nessie: Grazie per il passaggio.La Lega ha una componente regionale e si è affermata soprattutto in Veneto, Lombardia ma più precisamente nelle città più industrializzate di queste regioni e di piccola impresa. Di fronte infatti ai tradimenti dei partiti, le mescolanze di valori di mercato di cui sono portatori le piccole imprese e lavoratori autonomi e accettati tra la popolazione che il movimento si è radicalizzato. La solidarietà alla protesta leghista vedo che arriva anche a Lampedusa in Sicilia, dove sono stati eletti oltre al vice Sindaco anche 3 consiglieri della Lega Nord. Spero che ci si svegli in maniera diversa anche nel resto d’Italia.
Bell'articolo! La citazione poi, dice tutto...
Grazie Boga e a presto!
In questi giorni si parla tanto di crisi della politica..una crisi che come tu giustamente noti deriva dalla incapacità di mettersi al servizio del cittadino..sono discorsi giusti, ma proviamo ad arricchirli di un pò più di pragmatismo: insomma a me sembra che ad essere in crisi sia innanzitutto questo Governo e questa legislatuta.
Durante la campagna elettorale Prodi per racimolare voti promette di non alzare le tasse e la pressione fiscale é aumentata in un anno di quasi il 3%.
Si parla tanto della famiglia e dei suoi problemi e il primo provvedimento che il Governo fa nei riguardi della famiglia é in favore dei gay e dei conviventi.
Il Paese ha bisogno di sicurezza e il tema non sembra rientrare nell' agenda politica.
Parliamoci chiro: tranne per qualche sporadico episodio, Silvio Berlusconi viene acclamato ed osannato in ogni città che si reca. Il Paese non é stufo della politica, ma di questo Governo.
x simone:non voglio ergermi a difensore di questo governo, ma la crisi della politica, con Berlusconi mi sembra che si sia accentuata. Per quanto riguarda la questione della pressione fiscale penso che in Italia con la situazione che ci ritroviamo, nessuno riuscirebbe a fare meglio.Per quanto mi riguarda sia Prodi che Berlusconi dovrebbero farsi da parte!
Non condivido..e poi i soldi presi dalle tasse dove sono finiti? per caso sono migliorati i servizi? A me non risulta..Berlusconi non può e non deve farsi da parte semplicemente perchè metà degli italiani lo rivuole a governo...sono stato a Lucca
l' altra settimana e non ho mai visto niente del genere: uomini, donne, bambini, anziani...non ho idea di quante persone fossero ma la città era piena. Negli occhi della gente si leggeva tanta emozione e nelle loro parole la speranza che Berlusconi possa il più brevemente possibile liberarci da questo governo.
Contestatori? gli ho contati, sono stati 2..e siamo in Toscana.
x simone: caro Simone, il tuo è un giudizio molto personale e lungi da me farti cambiare idea. Berlusconi deve lasciare spazio a nuove forme di partecipazione. La politica italiana ha oggi bisogno di nuove motivazioni non più spinte da interessi personalistici. In questo momento non vedo alternative, ma spero che qualcosa cambi per il bene del paese.
si potrebbe cambiare gioco? http://sbriciolina.ilcannocchiale.it/
Caro Antonio,
è vero è necessario passare dalle parole all'azione politica concreta. Smuovere le coscienze dei cittadini che si organizzino in modo democratico per riformare questa politica. Regolamentare, con una modifica alla Costituzione, l'attività dei partiti e una l'approvazione di una nuova legge elettorale, siano il primo passo per far uscire il Belpaese dalle secche.....
Hai ragione...la partitocrazia romacentrica italiana in effetti è uno dei motivi della nostra impasse.
come fare?
x Fede: Bella domanda!
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