venerdì 14 marzo 2008

Il Sistema Universitario Italiano

L’Articolo 34 della Costituzione Italiana statuisce: “La scuola è aperta a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.” Nell’analizzare la scuola italiana, emerge chiaramente come, soprattutto negli ultimi anni e con particolare riferimento alle università, ci sia molta mediocrità. Con questo non voglio che si creda che io sia a favore del numero chiuso, anzi, penso che il diritto allo studio spetti a tutti i cittadini, soprattutto alle fasce più emarginate e più deboli della società, ma penso che ci sia bisogno di una procedura di selezione durante il percorso universitario e non al momento dell’iscrizione, proprio perché la possibilità di studiare è un diritto che non può essere negato a nessuno. Mi spiego meglio, si dovrebbe esigere da chi si iscrive ad un Corso Universitario, di raggiungere almeno la sufficienza, oggi invece si ha la certezza della promozione ed il risultato è la mala sanità, insegnanti mediocri e dirigenti incompetenti. Vi è l'urgenza di una revisione completa della normativa vigente in materia, che preveda il numero chiuso non in termini numerici, ma qualitativi, una selezione di studenti meritevoli e la necessità di una scuola pubblica che funzioni realmente e che cessi di essere anche ciò che oggi rappresenta ovvero un parcheggio per disoccupati. L’insegnante deve essere severo, ma non cattivo, perché lo studente possa coniarlo come colui che gli ha insegnato valori e saperi che gli serviranno per affermarsi nella vita dal punto di vista professionale. Per chi non vuole studiare o semplicemente non ha attitudini in determinate discipline, esistono altri settori dove ci si può realizzare diversamente. Oggi per esempio si stanno abbandonando gli antichi mestieri, non esiste più il bravo fabbro, il muratore che un tempo si distingueva perché esprimeva il meglio di sè in quel determinato settore e di conseguenza proprio perché esistono quegli insegnanti che non trasmettono né insegnamenti e né valori, ma che regalano voti, ci si imbatte, purtroppo con troppa frequenza in medici mediocri e privi del senso di responsabilità. Vorrei brevemente aprire una parentesi sul sistema scolastico di alcuni Paesi come la Repubblica Ceka, la Lituania, la Polonia o la stessa Russia, dove il merito viene premiato con borse di studio elargite fino al completamento degli studi e con una selezione qualitativa che non avviene soltanto al momento dell’iscrizione, ma anche durante il percorso universitario. Mi raccontava recentemente un ragazza iscritta alla facoltà di medicina in Polonia, che uno studente, bocciato ad un esame per la seconda volta, per poterlo nuovamente sostenere, viene esaminato da una commissione composta da più persone e preposta a valutare accuratamente se lo studente sia meritevole e se ci siano i presupposti affinchè possa nuovamente sostenere l’esame. In Italia una persona, pur non avendo nè la vocazione né l'attitudine, dal punto di vista scolastico, per poter proseguire il corso di studi prescelto, alla fine si ritroverà con il tanto famigerato foglio di carta in mano. Accade anche questo oggi nelle Università Italiane. Le facilitazioni per gli studenti stanno causando il deterioramento dell’istruzione segnando una diminuzione degli standard formativi. Ed è per questo che troppo spesso ci si imbatte in studenti demotivati, scadenti e poi professionisti con scarso senso del dovere e di responsabilità. Certo occorre ricordare anche che le scuole del nostro paese, pur con tanti connotati negativi, riescono per fortuna a formare anche tanti studenti bravi e seri professionisti che si distinguono per competenza in Italia e nel mondo. Ma la situazione può e deve nettamente migliorare con l’impegno di tutti coloro che si sentono parte attiva nell’educazione, nell'istruzione e nella formazione dei giovani, in primis lo Stato.

54 commenti:

Marco Bellucci ha detto...

Mi aspettavo un tuo post su Medvedev... ma sospetto tu l'abbia in cantiere! Ciao Antonio!

Antonio Candeliere ha detto...

Ciao Marco. Esaudirò presto la tua richiesta, anche perchè sto osservando accuratamente le sue prime azioni da Presidente.
A presto

lucabagatin.ilcannocchiale.it ha detto...

Personalmente abolirei del tutto il valore legale del tutolo di studio. Compresa la laurea.
Personalmente non mi sono laureato (e già mal sopportavo l'andare a scuola) in quanto ho sempre pensato che la miglior scuola fosse la Vita e l'essere autodidatti il miglior modo per apprdendere i suoi "assurdi" meccanismi.

Panico ha detto...

Ti dirò. Soprattutto in questo ultimo periodo percepisco una burocrazia nelle scuole che forse distrae dai ruoli degli studenti e professori: rispettivamente studiare e insegnare. Del tipo che in questo periodo gli studenti che hanno avuto un voto inferiore al 6 in pagella nel 10 quadrimestre devono fare un compito in quella/e determinata/e materia/e. E fin qui tutto ok, ma quando provi a chiedere a qualunque professore (e per qualunque intendo tutti quelli a cui ho chiesto) a cosa servano questi compiti, loro rispondono "non lo sappiamo, ma abbiamo l'ordine dal ministero di farli eseguire dagli studenti che presentano insufficenze nel primo quadrimestre".
Saluti

Riverinflood ha detto...

Un post estremamente interessante. Ma con una figlia prossimissima alla laurea e una informazione diretta di cosa è oggi la scuola, compresa di università, debbo amaramente constatare ciò che scriveva guido viale una vita fa, e cioè che per quanto riguarda lo "spaccio accademico dell'ignoranza" se ne continua a fare uso e abuso, per non parlare delle baronie e dei servitori. A presto.

Antonio Candeliere ha detto...

X Luca: Caro Luca non hai tutti i torti e concordo con te sul “valore che dai alla vita e all’essere autodidatti”. Ma purtroppo viviamo in questo sistema e per quel che possiamo lo dobbiamo migliorare. A presto.

X Panico: Io personalmente opto per un sistema che poi è quello che adottava un mio professore di filosofia e storia al Liceo, una sola interrogazione a quadrimestre con voto positivo o negativo e naturalmente questo influiva sul voto dell’interrogazione finale di fine anno. La cosa grave è che si sta cambiando ciò che funzionava.

X Riverinflood: Grazie. Concordo con te. A presto.

il sindaco ha detto...

Molto banalmente Antonio: credo che negli ultimi anni ci sia stato un proliferare di nuove Università e questa maggiore offerta, purtroppo, non si è caratterizzata in miglior qualità dell'offerta formativa. Allo stesso tempo però nelle storiche università mi sembra che il "cancro" del nepotismo dei baroni degli atenei non sia stato estirpato. Mio fratello, laureato in matematica a Pisa, è stato costretto a fare il Phd a New York e da li ha avviato la sua carriera universitaria a stelle e strisce. In Italia non aveva santi in Paradiso......

PensieroLiberale ha detto...

Per migliorare l'Università bisognerebbe cominciare a dotarla di veri professori.
Infatti oggi gran parte del corpo docente è composta da professionisti a cui la cattedra gli serve per avere uno stipendio alto in più e magari per sponsorizzare la loro attività di medici, architetti, avvocati....
Costoro curano i loro studi e fanno 3 ore di lezione all'università e 2 di ricevimento(quando li trovi).
Figuriamoci la qualità del loro servizio.

Antonio Candeliere ha detto...

X il Sindaco: C’è stato un proliferare non solo di Università, ma anche di nuove facoltà che sono servite a tanti Atenei per attrarre studenti, ma la qualità delle stesse è stata molto bassa per non dire scadente. Concordo con te sul fattore “nepotismo” che rimane un fenomeno allarmante. Grazie per il tuo contributo.

X Pensiero Liberale: Hai ragione, è venuta meno la figura del vecchio maestro che insegnava per vocazione e per dare tutto di se stesso senza avere la pretesa di diventare un eroe a buon mercato.

Daniele Verzetti, Rockpoeta ha detto...

Discorso giusto se non ci fossero baronati anche nelle facoltà e quindi interessi magari a far entrare quello al posto di quell'altro.

Credo che il numero chiuso non sia la soluzione dei problemi universitari.

Chi non studia non va lontano in università e quindi esiste già una soluzione naturale a quello.: le falcidie del primo anno insegnano.

Sarcastycon ha detto...

Sindaco perchè non ci dici anche di che colore sono queste baronie a Pisa.....specie a matematica fisica,lettere etc....
non cercare di barare sono della zona......

Ciao Antonio
Sarcastycon

il sindaco ha detto...

Caro Sarcastycon, non ne so molto, vivendo in provincia di Milano, e perchè mio fratello ormai vive negli Usa da quasi 20 anni, ma penso e presumo, conoscendo un po' la Toscana, che le baronie dell'Ateneo di Pisa siano vicine al mondo della sinistra o quello che chiamavamo sino a pochi giorni fa centro-sinistra. Se non ricordo male uno dei professori di analisi di mio fratello era proprio un fratellone di Romano Prodi, e un'altro il padre di Enrico Letta, oltre al gemello di Paolo Villaggio...nulla di nuovo sotto il sole...le baronie, come altre corporazioni o caste, si attaccano come l'edera al sistema politico, quello che più conviene.....

LAURA ha detto...

Anch'io sono a favore di una selezione più accurata e restrittiva. L'esame iniziale di sbarramento non è giusto dal momento che l'esito di 1 solo esame dipende anche da altri fattori come "fortuna" e non solo dalla bravura di chi lo fa. Conosco tanta gente che al secondo tentativo è riuscita a superare l'esame di medicina per esempio. Secondo me tutto il primo anno dovrebbe essere orientato a far capire ai prof. e allo studente stesso se l'università scelta è quella giusta. Come? Numerosi esami con lo scopo di "sbarrare", cioè se non superi una certa media non vai avanti e proseguono solo i più meritevoli. Oggi purtroppo il livello delle università si è abbassato troppo.

Luca ha detto...

Ciao Antonio. Post molto molto interessante. Qui vien fuori la mia amarezza, la mia rabbia di fine studente. L'istruzione italiana, da molti (politici e non solo) giudicata troppo lenta, burocratica ed obsoleta, è stata smantellata da provvedimenti contingenti (riforme,controriforme) che hanno messo gli studenti in mezzo ad una terra di nessuno. La qualità che ne è derivata è approssimativa e figlia di un volemose bene esci e va a guadagnare che qua non si vive più. E parlo di qualità degli studenti come di quella del corpo docente. Le scuole spesso sono in preda alla indisciplina, al menefreghismo totale e anche dei tanti professori. Qui poi si lega in modo devastante il rapporto società - scuola e quindi famiglia. L'università per quello che vedo come quasi laureato in Economia e Gestione ormai è un letamaio (termine usato dal prof.Muratore in una trasmissione su Rai 3). La vera università italiana non esiste più da tempo. Quindi credo che... benvenga tutto ciò che dici nel corretto, correttissimo (per me) post perchè ne avremmo davvero bisogno Antonio. Un bel giro di vite semplice, aderente alla nostra cultura e che premi sacrifici e meritevoli. Anche perchè tutto si può dire all'istruzione italiana, tranne che (spesso, non sempre per carità) sia meritocratica. Un abbraccio e super come sempre.

Antonio Candeliere ha detto...

X Daniele: Caro Daniele ribadisco che non sono a favore del numero chiuso, ma ad una selezione qualitativa da parte del corpo docente che oggi non premia solo i meritevoli. Luca ha ben ricordato un Professore che in un’intervista su Rai Tre ha fatto una riflessione simile alla mia e questo da una parte mi consola, ma dall’altra mi addolora perché fa capire che per fortuna esistono tanti docenti universitari che vorrebbero fare bene il proprio mestiere, ma che spesso viene loro impartito di essere meno severi quando questi pretendono molto dagli studenti.

Grazie a tutti per il vostro prezioso contributo.

Anonimo ha detto...

x il sindaco
è ancora peggio di quello che pensi!!

una volta c'era lotta continua con
sofri e con un attuale ministro di contorno.

oggi ci sono i centri sociali
Povera Cultura!
ciao


Antonio
un bel post come sempre
saluti
sarcastycon

Marco ha detto...

L’università e il fenomeno delle Baronie è sempre stato un problema. La cosa grave è che questa anomalia sia presente nell’istituzione che dovrebbe rappresentare la parte più rigogliosa del nostro paese e comunque oggi le Università rappresentano lo specchio di un Italia corrotta ed in decadenza.

LauBel ha detto...

Sono perfettamente d'accordo con te. Hai fatto davvero un bel profilo della nostra situazione... paleozoica! C'è un aspetto poi che mi suscita qualche ulteriore spunto di riflession: la mancanza di lavoro, porta molti ragazzi alla scelta universitaria, vista più come "hobby" e passatempo in attesa di giorni migliori; l'indipendenza economica, sempre più difficile da raggiongere, sta creando un esercito di simil-intelletuali che sono destinati al fallimento della carriera intrapresa... amara realtà, ma potrei citare davvero più di un esempio...

antonio ha detto...

Ho un figlio che frequenta il Liceo Classico quindi "destinato" all'Università.. dal post e dai commenti letti non c'è da stare allegri.. :(

Antonio Candeliere ha detto...

Caro Antonio, si auspica in un miglioramento dell'attuale situazione, ma non si vuole qui generare nessun tipo di allarmismo, quindi, il consiglio che puoi dare a tuo figlio è quello di chiedergli cosa vuole veramente dalla vita...L'Università non deve essere per lui un ripiego, ma una scelta ponderata.

Benvenuti nel mio blog laubel e Marco.

Grazie Sarcastycon.

pino amoruso ha detto...

Il sistema scolastico italiano, penso che sia da riformare in toto; il precariato nelle scuole fa vivere male gli insegnanti e lede soprattutto l'istruzione dei bambini che si vedono passare davanti,nei vari anni scolastici, insegnanti diversi con diverse metodologie di insegnamento. Riguardo al numero chiuso nelle Università, la penso come te ed aggiungo che spesso nella selezione non si valuta la preparazione, l'attitudine ma solo le varie amicizie; si entra perchè figlio, nipote, parente di tizio, caio.
A presto;)

alicesu ha detto...

Forse da cambiare sarebbero anche molti insegnanti e molti programmi.

La Donna Cannone ha detto...

Buongiorno... Ricambio la visita e trovo un post davvero interessante.

Ci sarebbe moltissimo da dire, e concordo con Laubel rilevando che le statistiche dimostrano una forbice ampia fra nord e sud Italia, laddove la mancanza di lavoro sospinge molti, al sud, a continuare a studiare per anni, (con tutti i pro e contro che ne derivano).

Vorrei portare un breve aneddoto: ho frequentato una università statale, a numero chiuso, molto professionalizzante.
Una lettura smaliziata della manchevole qualità dell'insegnamento da parte di alcuni docenti professionisti del mestiere, negli anni della specializzazione, ci portò a considerare che questo si doveva al fatto che essi NON intendevano formare realmente dei futuri professionisti, che si sarebbero affacciati a loro volta su un mercato dalla concorrenza libera e spietata.

Un cordiale saluto,

perlinavichinga ha detto...

concordo pienamente con te. anche io sono rimasta sempre un po' perplessa del sistema italiano ed ho sempre pensato che sia esagerato. è positivo il fatto di poter ripetere gli esami svariate volte, se qualcuno deve mantenersi gli studi.
però se si assegnassero bene le borse di studio, il problema non sussisterebbe.
il modello polacco è interessante.
pensa che qui in svizzera, se bocci due volte lo stesso esame, non puoi più iscriverti alla stessa facoltà in tutta la nazione. sei out. noi siamo esagerati per l'altro verso.

tommi ha detto...

complimenti oper il blog e per l'articolo!
ritorno qui dopo settimane e ci torno chiedendoti se ti va di attuare uno scambio link,
fammi sapere
tommi - www.bloginternazionale.com

Roberto Provenza ha detto...

Lampante è l'istituzione dei cosiddetti Corsi Zero. Frequento la Facoltà di Ingegneria a Palermo. Per chi non supera un certo punteggio ai test di verifica delle competenze iniziali, previsti nei corsi ad accesso libero, partono dei corsi di recupero. Che impiegano giovani laureati in Fisica e Matematica, che hanno bisogno di riempire il loro curriculum e fare punteggio, come si dice. Questi corsi vengono ovviamente pagati dall'Università che a mio parere offre un servizio Straordinario, che poi comunque serve a tenersi dentro gli iscritti. Quindi un modo per attrarre capitali. Niente di più.
Ma ora mi chiedo? E' ammissibile che si svolgano dei corsi di recupero nella Facoltà di Ingegneria (e ripeto Ingegneria), per nozioni che dovrebbero essere già assodate e ben fissate nel cervello per gente che si appresta a intraprendere un certo tipo di percorso?
Qua parliamo di gente che arriva alla laurea in Ingegneria e non sa fare un integrale. Ciò è abbastanza sconfortante e grave, se si pensa che molta indisponibilità dei professori deriva proprio dal fatto che la qualità della maggior parte degli allievi è scarsa e di rimando si fa fatica a tirare fuori le eccellenze. E' insomma tutto un circolo vizioso. Immaginate una classe con 10 studenti modelli appassionati di ciò che studiano e continuamente attratti dal sapere. Immaginate cosa possono fare. Immaginate poi un'aula in cui questi 10 studenti si trovano in mezzo ad altri 90 che borbottano, hanno sonno, non vedono l'ora di andare a cazzeggiare fuori, di andarsi a fumare la sigaretta, etc..etc..Due visioni agli antipodi, ma spesso è quest'ultima quella ricorrente nelle Università Italiane per amore del libero accesso all'istruzione per tutti e delle pari opportunità. Ci siamo capiti, no?

Francesco "Macchia" 1986 ha detto...

Da studente universitario fregato due volte perchè la mia tesi non è stata completata e ho dovuto pagare ben 560 euro di tasse in più penso che il sistema universitario italiano sia legato al baronato dei professori e alle risorse che ogni università, nella sua autonomia, gestisce. La selezione viene fatta da chi non riuscendo a laurearsi in tempo abbandona perché non può sostenere le spese d'iscrizione, la selezione viene fatta dai parenti dei professori che avanzano ed i meritevoli che espatriano. Basti pensare come le tesi prodotte ogni anno da una facoltà, risultato tra le conoscenze di grandi professori e studiosi e le fresche idee degli studenti, propongono scenari che farebbero balzare in avanti l'Italia di ben 20 anni, da tutti i punti di vista, tecnico, tecnologico e culturale. Idee e proposte che vengono poi usate come basi per fermare i tavolini nelle biblioteche, macerate per la carta necessaria alle segreterie o che giacciono in uno scantinato vicino ai cessi delle università italiane

flo ha detto...

Mi pare di aver letto da qualche parte che gli studenti italiani sono seriamente somari. Speriamo che si provveda a intervenire sull'istruzione altrimenti presto saremo un popolo di ignoranti conclamati.
Ciao!

Donna Cannone ha detto...

Ahimè, saremo??
Mi sa che in buona parte lo siamo già. Gli effetti sono ampiamenti tangibili.....

Luca ha detto...

Ciao Antonio, buona Pasqua!

Simona ha detto...

la riforma del 3+2 non h fatto altro che peggiorare la situazioni. ora siamo pieni di dottori incompetenti (e ovviamenti non mi riferivo solo ai medici) buona Pasquetta.

Antonio Candeliere ha detto...

Dagli ultimi commenti che avete fatto, e soprattutto dalle testimonianze dirette di chi è quotidianamente impegnato nello studio, si evince chiaramente come l’Università forma sempre meno e si sta riducendo ad una macchina che sforna laureati di ogni genere. L’Università di un tempo sicuramente aveva un livello più alto e i laureati erano molto più preparati di quelli di oggi. P.S. Nessuno ha accennato al fatto che gli italiani sono il popolo che conosce meno lingue in Europa. Anche in questo campo occorre intervenire.
Grazie per gli auguri di Pasqua e per aver lasciato le vostre opinioni.

GrAnt ha detto...

...che scriverti? Sto vivendo una storia incredibile, una di quelle storie che turbano profondamente, ti fanno sentire lontano anni luce da qualsiasi positivo approccio alla cultura, alla democrazia, alla giustizia... ma in che PAESE viviamo? Cosa dovranno farne i nostri figli delle nostre chiacchiere su tastiera?
...mah!? :(

Lucy ha detto...

Un altro tema che preoccupa e che si aggiunge a tutto ciò che hai ben sottolineato nel tuo post è la fuga dei cervelli dalle nostre università. Non è tanto la voglia di emigrare, ma sono le proposte formative che li interessano. Gli studenti e i ricercatori che lasciano l’Italia per andare all’estero ad un corso di dottorato è per loro motivo di meritata soddisfazione che purtroppo in Italia trovano sempre meno.

vincenzillo ha detto...

Condivido il post.
Mi vengono un paio di considerazioni. La prima sui contenuti dell'insegnamento. Tu parli di "senso di responsabilità", parli di "valori" - puro folle!! - ma oggi la scuola - tranne eccezioni - ha scientemente bandito tutto ciò a favore del "metodo". Il sapere è ridotto a questione metodologica, la verità essendo relativa, e guai a dire il contrario, pena la scomunica laica.
La seconda considerazione è sulla "proliferazione" di università. In sé io non credo che sia un male. Io penso che se si legiferasse con lo scopo di aumentare la concorrenza tra gli istituti, il risultato sarebbe di rinforzare un fattore essenziale per contrastare il livellamento, e cioè l'eccellenza. Purtroppo "eccellenza" è parola bandita dal dizionario post-sessantottino, sia nell'istruzione sia più in generale nell'educazione. A volte ho l'impressione che il maledetto sei politico sia stato eretto a sistema, a protezione dei mediocri. Più eccellenza ci vuole, più eccellenza.

vincenzillo.splinder.com

Antonio Candeliere ha detto...

x grant: Il fatto che le scriviamo è già una grande conquista. Grazie per il passaggio

x Lucy: Benvenuta nel mio blog e grazie per aver accennato ad un altro tema molto interessante che andrebbe analizzato più approfonditmente poichè prorpio la fuga di cervelli rappresenta un fenomeno che sta dilagando oggi in Italia in vari settori.

x vincenzillo: Hai fatto un ottima considerazione e mi trovi favorevole all'abolizione del 6 politico. Grazie per il tuo intervento.

laura ha detto...

Vi segnalo un link dove a parlare sono due esperti dell’educazione, il prof. Giorgio Israel e Giovanni Cominelli esperto di politiche scolastiche.
Bel post. Ciao
http://www.tempi.it/cultura/00609-idee-un-vero-sessantotto

Antonio Candeliere ha detto...

Grazie Laura per la segnalazione e benvenuta.

giambattista salis ha detto...

carissimo antonio, gran bel blog. lo linkerò appena il mio computer mi darà meno problemi e ti leggerò con piacere.
ho aggiunto qualche alra riflessione su quello che è success nel post del 29 marzo.

appena avrai tempo, modo e voglia, ti aspetto con piacere. a presto, GB

notimetolose ha detto...

E' da quando sono entrata in prima elementare che sento parlare di riforma della scuola. E le riforme le fanno ma straordinariamente hanno la capacità di non riuscire mai a centrare l'obiettivo. L'ultima riforma universitaria, quella di Berlinguer è talmente assurda che ci si vergogna rispetto agli altri paesi europei. Cambiamo gli italiani e forse avremo una speranza.

andy violet ha detto...

Salve Antonio. concordo in pieno, e non potrebbe essere altrimenti: l'università non è più un luogo di formazione, ma di indottrinamento e di creazione di "macchine da azienda".

Anonimo ha detto...

Sono d'accordissimo!
anneheche

Antonio Candeliere ha detto...

x Giambattista Salis: Grazie. Ricambierò volentieri.

x notimetolose: Il problema è che bisognerebbe farne una sola riforma e valida, perché altrimenti si corre il rischio di creare solo confusione, come è accaduto negli ultimi anni in Italia.

X andy violet e Anneheche: Grazie per la visita e benvenuti. A presto

Belli ha detto...

Concordo.. le università stanno vacillando.. è uno schifo *___*

Bel blog comunque ^^

se ti vai dai un'occhiata qui, e dimmi che ne pensi ^^
www.belli-notebook.blogspot.com

a presto

Melina2811 ha detto...

Ciao e buon fine settimana. Maria

marcella candido cianchetti ha detto...

era un bel blog,ma che ho abbandonato x la piattaforma và a singhiozzo,adesso sono sull'altra piattaforma,senza eliminare quello vecchio dal quale a volte prelevo buon inizio di settimana

cristina pace ha detto...

ho trovato questo post davvero interessante.
Purtroppo la situazione è come la descrivi e nel caso di noi ragazzi del sud molto spesso studiare e fare l'università è solo un modo per rimandare l'ingresso nel mondo della disoccupazione.
E'triste dire questo da neo-laureata a Palermo ma purtroppo è così.

Antonio Candeliere ha detto...

x belli e cristina:Grazie della visita e benvenuti.

m. ha detto...

ciao, e nbentrovati. la qualità della didattica, questione spinosa. il 3+2 ci ha devastato, favorendo molto spesso un atteggiamento collusivo per cui è un buon professore quello che mette lo studente nella condizione di studiare di meno e di passare l'esame. il discorso è complesso, ma vale la pena affrontarlo. grazie della visita, e a presto.

Antonio Candeliere ha detto...

Concordo con te m. Grazie a te della visita.

Federico Maccadanza ha detto...

effettivamente è vero... nell'istruzione italiana è pressochè inesistente la selezione; fattore indispensabile per formare una classe dirigente fondata sul merito...
ciao Antonio
federico maccadanza

Antonio Candeliere ha detto...

Grazie Federico pedr il passaggio. Mi fa piacere che condividi questa posizione. A presto

gruppofalastin ha detto...

Quoto "Macchia".
Ma non mi trovo molto d'accordo col post.
Il sistema universitario è da riformare. Questo lo so, sia come studentessa, che come studentessa attiva nella lotta contro la 133. Abbiamo da poco insistito per vedere il bilancio previsto per il 2009. Il Magnifico ha giustificato alcune voci con un "ma queste si devono prendere per buone senza indagare, così le abbiam trovate e così devono rimanere". Voci di centinaia e centinaia di migliaia di eruo. Mentre la voce "soldi per acquisto libri biblioteche" per tutto l'Ateneo(Cagliari) scendeva da 16mila euro a 8mila. Penso ci si renda conto facilmente che 8mila euro in libri sono nulla. abbiamo cercato di far modificare alcune voci, attraverso ad esempio l'uso di skype e linux gli altissimi costi di telefonia e computer si sarebbero pressocchè annullati. Le nostre proposte non sono state neanche vagliate. Perchè? Perchè ci sono gli interessi dietro. Il cosidetto baronato in primis (il mio rettore non si schioda da 16 anni da quella sedia!). Altro esempio: nella mia facoltà conto approssimativamente 4 coppie di marito-moglie. Nella stessa facoltà! Dico io: non c'è nulla che vieti a marito e moglie di laurearsi e guadagnare una cattedra nella stessa Università. Ma ammetteremo pure che sia strano. Possibile siano tutti onesti? Ma anche se fossero tutti onesti, non viene a nessuno lo scrupolo di andare in unaltra facoltà(o magari una succursale) per non dar adito a malelingue?
L'insegnamento è più che scarso. Non ci si deve lamentare se gli studenti che frequentano assiduamente sono pochi. Io non frequento assiduamente, sia perchè sono pendolare e ci metto unoremezza ad arrivare in facoltà sia perchè più della metà delle lezioni si riducono a ripetere quello che già c'è scritto nei libri. con l'aggravante della non-passione. PErchè se un professore ha passione, anche se ripete le stesse cose del libro, corri a seguirlo, te lo dico per esperienza. L'insegnamento è più che scarso per due motivi: non si da spazio agli alunni(cfr "Macchia") e ci si limita al "didattico". tutto ciò che non c'è scritto sui libri è severamente vietato dirlo agli esami. sia mai esporre una propia idea! Applicare un concetto filosofico a un evento storico!
Ci sono insegnanti che non si reggono neanche in piedi ma che continuano a non lasciare il posto a insegnanti giovani magari migliori. Altri che se l'appello è alle 9 alle 10 ancora non si vedono. Altri che non fanno nè lezioni nè esami come accade a giurisprudenza e a medicina.
Queste cose vanno cambiate!
queste e le università private che regalato crediti e che sono supersovvenzionate dallo stato a discapito delle nostre!
Non vanno cambiati gli studenti! Gli studenti possono cambiarli solo gli insegnanti con un'insegnamento buono e di contenuti. Non è vero che i ragazzi sono somari: i ragazzi danno solo agli insegnanti quello che gli insegnati chiedono: LO STUDIO A MEMORIA. L'ATOFRIA DEL CERVELLO, DI QUALSIASI PENSIERO PROPRIO! Chi non lo farebbe? come posso avercela con quei ragazzi che hanno dato molti più esami di me ora ma che ora non ricordano/sanno neanche chi è Edward Said? Non posso rimproverarli perchè stanno facendo solo quello che il sistema universitario chiede loro.
Ah, non è che vero che un esame si può tentare all'infinito o che si vien passati per sfinimento:
a) hanno una dignità anche i ragazzi
b)la promozione per sfinimento non esiste, davvero
Inoltre a fare da "setaccio" basta davvero il primo anno.
Riassumendo:
- non sono daccordo con un numero chiuso di merito, semplicemente perchè il merito loro è quantitativo-didattico-mnemonico e non di valore puro.
-a dover essere riformato è il sistema universitario, siamo i primi a dirlo, e di certo non lo si può fare con dei tagli da miliardi di euro senza una riforma (appunto) dietro.

mi scuso per il post lungo e per eventuali errori dati dalla fretta

Anonimo ha detto...

ciao,
sei tanto preciso e rigoroso nei tuoi post, ma in questo mi sa che parli soltanto in maniera vaga dando troppi giudizi e troppe poche argomentazioni.
Siamo daccordo che il sistema universitario abbia grossi cancri, ma questo non e' il punto.

Non vedo assolutamente il bisogno di selezione durante il corso di laurea, nel senso che trovo giusto (come e' capitato a me) che chi non ha le possibilita' economiche possa accedere all'universita', e quando non dai il numero di esami sufficienti, sei semplicemente tenuto a pagare le tasse che non sono basse (ancora come me)

magari intervenire sulle facolta' fantoccio (tipo scienze del turismo) si, ma la selezione durante il percorso piu' di com'e' oggi non ne vedo proprio il motivo.