sabato 4 dicembre 2010

Riflessioni a 150 anni dall'Unità d'Italia.

Era l'aprile del 1821 quando presero avvio i moti costituzionali piemontesi, ad Alessandria si passò dal piano della cospirazione a quello dell'azione.
L'ironia della sorte vuole che oggi il Governatore di quella regione sia un esponente di un movimento anti-costituzionale.
Stiamo vivendo un momento storico, politico e culturale molto complesso, nel quale le celebrazioni del 150° Anniversario dell'unità italiana rischiano di diventare un rancoroso atto di accusa contro l'unità e l'identità nazionale. Quando Giuseppe Garibaldi il 19 agosto 1860 sbarcò in Calabria, a Reggio Calabria trovò moltissimi cittadini pronti a battersi al suo fianco con un unico obiettivo, costruire uno Stato unitario, libero ed indipendente. Nelle trincee da nord a sud del paese, milioni di italiani si trovarono a vivere le stesse vicende, le stesse emozioni e le medesime delusioni, caddero in quel momento tutte quelle barriere ideologiche, geografiche per innalzare un'unica bandiera, quella della solidarietà e dell'omogeneità che permise quel processo di nazionalizzazione che proseguì attraverso la modernizzazione senza libertà durante il Fascismo  per concludersi nel dopoguerra dove si sviluppò una nuova idea di nazione fondata sulla partecipazione politica.
Questo lungo processo che partiva da un'idea di Nazione contribuì ad affratellare un popolo facendolo diventare una sola Nazione, l'Italia.
Oggi più di ieri, si assiste ad intriganti amministratori locali che si permettono di contestare la Capitale, i caduti in giovane età di ogni parte d'Italia. Si suona spesso allo sfascio, alla confusione, che però ha altri fini. Infatti una volta demolita l'idea di stato unitario, del Risorgimento, cosa resterebbe? L'odio nazionale, polentoni contro terroni, celti contro romani.
I continui attacchi all'Unità, al Tricolore, ai padri della Patria, alla Nazionale di calcio sono episodi che da troppo tempo riecheggiano nelle nostre orecchie.
Gli italiani hanno bisogno di trovare la fiducia, di credere in persone oneste per non assistere ad un paese in caduta libera.
Come qualcuno ci ricorda, oggi c'è bisogno più che mai di una "generazione di ribelli"  capace di ricomporre un'identità nazionale, una purezza di intenti, una generazione che può far propria la speranza e la lotta di  quei tanti uomini che durante il Risorgimento hanno provato, hanno creduto che occorresse lasciare un esempio.
Per tutte queste ragioni, alla vigilia dei festeggiameni del 150° Anniversario dell'Unità d'Italia, auspico che vengano ripercorsi tutti i passaggi della nostra democrazia, le grandi conquiste civili, dalle libertà costituzionali all'ingresso nella casa comune europea  nella quale poter desiderare di rimanere a testa alta.
Non si tratta allora di celebrare solo gli eroi del passato, i grandi risultati raggiunti, ma cercare di comprenderne la complessità, in modo da rinsaldare una nuova unità che sappia guardare lontano, non frantumata tra persone che non sanno più il motivo dello stare insieme, perché altrimenti si rischia  di sprofondare in una guerra di tutti contro tutti che ci allontanerebbe dall’Europa e dal mondo civille al quale l’Italia appartiene.

9 commenti:

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

Credo sia importante non ammantare di vuota retorica questo evento ma prenderne spunto per provare, fatta l'Italia " a fare gli Italiani"...

Marco Bellucci ha detto...

Bel post Antonio, complimenti.

upupa ha detto...

L'intelligenza politica di Cavour,la fede ideale di Mazzini,le qualità di comandante popolare di Garibaldi,l'ambizione e il coraggio di Vittorio Emanuele...le condizioni necessarie per il raggiungimento dell'indipendenza e dell'unità nazionale italiana.La stagione del Risorgimento si compie con la formazione dello Stato unitario..
Dovremmo essere grati ai tanti personaggi che hanno fatto sì che tutto ciò si avverasse...e condannare quanti "provano" a distruggere questo stato unitario.

marcella candido cianchetti ha detto...

bellissimo post buon 2011

MaUrO b. ha detto...

Bellissimo post, e devo pur dire che un pizzico di retorica in certi contesti ci va davvero....e penso dobbiamo un po' tutti essere fieri di questo nostro paese, io lo sono moltissimo, nonostante culturalmente venga da un'area che si trova un poco a disagio con il patriottismo..

Ivo Serentha and Friends ha detto...

Grazie
e per ciò che riguarda l'unità d'Italia.

"No unità,no party"

Lasciamo rosicare chi sappiamo!

RacingPolitics ha detto...

leggete TERRONI di PINO APRILE
vi aprirà gli occhi..
altro che unità

uniroma.tv ha detto...

Ciao!
Siamo la redazione di UniromaTV. Dato il tema del tuo post abbiamo pensato potesse interessarti il servizio che abbiamo realizzato sulla mostra fotografica: "Italia 150: ieri, oggi e domani". Al seguente link: http://www.uniroma.tv/video.asp?id=19753

Forzatamente Invisibile ha detto...

Ciao Antonio, volevo farti i complimenti per il tuo blog. Ogni post non è mai scontato ed è un piacere leggerti. Ti ho aggiunto tra i preferiti nel mio nuovo neonato blog, se ti va fai altrettanto. A presto, buon lavoro.