mercoledì 14 maggio 2008

L'Europa tra politiche di integrazione ed Islam

L’integrazione rappresenta oggi una sfida per l’intera Europa e per tutte le forze politiche sia conservatrici che progressiste, proprio perché il concetto se travisato o interpretato in maniera scorretta, può generare diffidenza sia per i cittadini di un determinato paese che per gli immigrati e pertanto si spera in un dialogo ed in una condivisione di idee che non possono essere come spesso accade soprattutto in Italia, di cancellare quello che è stato fatto dal governo precedente. Oggi, la Germania è il più grande paese di immigrazione in Europa con circa 7 milioni di immigrati, a seguire la Francia, e l’Italia che si appresta a rilevarne il posto in graduatoria, avendo flussi di crescita molto superiori. Nel corso degli anni 50 e 60 si aveva a che fare con immigrati, ma era pur vero che questo bisogno nasceva per motivi di lavoro, e quindi non interessava tanto l’integrazione, anzi ci si preoccupava come utilizzarli e spesso venivano chiusi nei loro ghetti sociali e culturali. Solo dopo gli anni 70 questo afflusso di persone venne percepito come problema. Oggi in molti paesi europei c’è tanta confusione su come si sta affrontando la questione. Il problema numero uno per molti è rappresentato dall’Islam anche se questo ha poco a che fare con i veri problemi sociali, con la violenza o il terrorismo. Occorre fare delle distinzioni per evitare di fare delle generalizzazioni. Siamo di fronte a quello che qualche studioso chiama “islamizzazione dei problemi”.
In realtà ci sono problemi sociali ed economici che non hanno nulla a che fare con la religione. Ma esistono anche molti politici che non trovando delle risposte ai veri problemi sociali confondono la questione dei mali quotidiani con il fatto che queste persone sono musulmani o arabi. Un esempio che avvalora questa tesi è rappresentato dagli episodi che si sono verificati nel 2005 nelle banlieues francesi. Quei disordini non nascevano da questioni di religione o altro, ma erano frutto di proteste di persone che rivendicavano dei diritti. Per fortuna i politici francesi non hanno scaricato il problema addossando la colpa ai cittadini musulmani come invece hanno fatto molti giornali ed intellettuali che hanno sostenuto il contrario.
Il problema a cui mi riferivo prima e cioè all’islamizzazione dei problemi non viene solo da politici, ma anche da tanti cittadini musulmani che nel dichiarare di essere vittime del sistema fanno la medesima cosa.
Quello su cui si dovrebbe riflettere è in che misura si possono riconsiderare le politiche per fare in modo che anche i cittadini stranieri siano parte di questo processo. Credo che gli immigrati che sono in Europa da più tempo è che ormai per loro l’Occidente è diventata la loro terra, possono aiutare i nuovi migranti che comunque ci saranno, ad essere più integrati ed a comprendere meglio gli usi e le culture europee.
L’esperienza tedesca o quella francese pur con molti aspetti migliorabili possono essere preziose per l’Italia e per l’intera Europa, proprio perché hanno rappresentato nel corso degli ultimi anni, un’immigrazione che unisce, agevola l’integrazione fra i popoli.
Nel concludere vorrei citare una frase di Michael Steiner, ambasciatore di Germania in Italia, “Troppo a lungo noi tedeschi non abbiamo voluto considerarci un paese d’immigrazione: volevamo manodopera, ma spesso abbiamo trascurato il fatto che venivano persone, cioè uomini e donne che desideravano rimanere da noi e condurre una vita dignitosa. Capire questo è stato un processo molto doloroso e caratterizzato da vari conflitti a livello di politica interna”. La svolta, secondo l’ambasciatore è avvenuta lo scorso luglio con l’approvazione del Piano d’integrazione nazionale redatto dal Cancelliere Angela Merkel.
Auspico che il nuovo governo italiano nell'affrontare il delicato tema dell'immigrazione faccia un distinguo sulle misure forti da adottare nei confronti di chi delinque da una seria politica di integrazione di pari passo con gli altri paesi europei perché non è chiudendo le frontiere che si risolvono i problemi e non si vince una battaglia contro l'insicurezza sociale attraverso un approccio basato esclusivamente sulla sicurezza.

45 commenti:

il sindaco ha detto...

Caro Antonio sulla questione penso che un semplice commento al tuo brillante post non sia assolutamente sufficiente. Mi limito solo, per adesso, a condividere il tuo finale. Certo bisogna tener divisi i problemi della sicurezza (la cronaca ci insegna che tantissimi episodi di criminalità efferata riguardano i nostri connazionali) o addirittura cittadini della comunità europea che nulla hanno a che fare con l'Islam. Le politiche d'integrazione (come prevede la nostra costituzione non limita l'espressione di pensiero nè tanto meno quella di culto) ma devono però distinguere da subito chi entra nel nostro Paese per accettare l'insieme di regole che portano alla convivenza civile ed essere ferme nel respingere chi non ha assolutamente voglia di accettare le "regole del gioco".

Antonio Candeliere ha detto...

x il sindaco: Concordo con il tuo punto di vista. Credo che bisogna consentire a tutti il diritto di culto e libertà religiosa, distinguendo chi si rifiuta di accettare le regole del gioco sociale e politico su cui si fonda la nostra società. Occorre quindi essere più aperti nei confronti degli immigrati anche in altre sfere al fine di evitare di alimentare odio verso la società dalla quale si sentono respinti. Naturalmente l'apertura non deve essere a senso unico, perchè anche gli stranieri devono rispettare gli usi e i valori della società che li accoglie inclusa l'uguaglianza tra uomini e donne che per alcuni musulmani può sembrare difficile, ma penso che si possano fare progressi anche in questo ambito.
Grazie e a presto

Angela ha detto...

La religione e le origini, le tradizioni culturali , diventano un problema quando ad esprimerle sono i poveri. I poveri non hanno nulla, non resta loro che l'identità culturale-religiosa e spesso neppure quella; a quel poco che hanno ci si attaccono con disperazione e spesso ferocia. Arrivano con storie di miseria culturale, politica e degrado: non hanno gli strumenti per elaborare il rispetto del paese che li accoglie. Loro sono la debolezza di cui non possiamo farci carico senza fare un compromesso con le nostre forze e conquiste economiche, politiche, di civiltà. La nostra paura è di perdere i privilegi acquisiti e pagare il prezzo per altri. L'80% della comunità umana sta male e in molti sono alla sbando. Il 20% gozzoviglia. Piuttosto che affrontare seriamente, in sede politica e internazionale, il grande squilibrio, preferiamo alzare i muri: a salvarsi sulle scialuppe di salvataggio del Titanic ci troveremo sempre quel 20% incapace di pensare in termini antropologici all'umanità come un corpo unico che va protetto, in comunione con il pianeta e le sue risorse. In questi termini, l'Italia non è ancora uscita dalla giungla e dalle sue leggi di forza.
Ho vissuto molti anni in Uk per dire che il problema è soprattutto nostro. Chiediamo agli immigrati di assumere dei comportamenti e delle scelte che noi non facciamo: vedi, il rispetto delle leggi. Chiediamo loro integrazione e aderenza ai costumi, noi che viviamo nei ghetti nella Brianza e consideriamo "italiano" in modo dispregiativo il vicino di casa di Lecce.
Speravo fino a qualche anno fa che la comunità europea ci rimandasse a settembre e ci costringesse a diventare persone per bene. Ma noi, imbarbariti dalla nostra ingordigia, non siamo all'altezza di comprendere lo spessore di scelte di paesi più coerenti con i principi democratici. E non credo che teniamo in considerazione l'Europa come modello di democrazia. Preferiamo usare le molotov. La mia domanda è: come fanno gli immigrati a desiderare di vivere in Italia e farsi sfruttare dai nostri caporali? Devono stare molto male, molto male, per accettare tanta umiliazione!

ps grazie per il tuo messaggio, mi ha fatto piacere, in questi giorni di magra!

Luca ha detto...

Ciao Antonio. Post come sempre molto interessante e che impone un alto contenuto riflessivo. Concordo con il commento precedente, credo che concentrare una risposta, un punto di vista moderatamente compiuto in un banale commento sia pressoche impossibile. Mi fermo quindi alla Costituzione a ciò che il nostro sacro documento nei suoi principi fondamentali asserisce con forza e libertà. Da lì far partire il concetto di integrazione (concetto fondamentale e imprescindibile) e a corollario di ciò la condivisione dei servizi, l'assorbimento nella comunità economica, sociale, ecc ecc. Tema collegato ma anche in parte avulso a tutto ciò è il problema sicurezza. Personalmente sono intollerante. L'ho ribadito più e più volte in ogni post. Sono intollerante verso chi delinque. Che esso sia italiano, finnico, arabo, persiano, anglosassone, cinese o marocchino. Meno norme atte ad occultare la certezza della pena, meno burocrazia. Chi compie atti illeciti deve pagare senza sconti nei limiti di una detenzione che rispetti tutti i canoni dei diritti dell'individuo e che anzi, sia volta a rieducare nei limiti del possibile con politiche serie e non con parole o strutture fantoccio.Ciò non toglie che per me chi si macchia di reati penali deve avere la certezza di andare verso pene che sconterà con asprezza fino all'ultimo giorno previsto. Temo che questo esecutivo dietro provvedimenti scenografici e contingenti non farà molto per migliorare i problemi della sicurezza interna e dell'ordine pubblico. Rimangono parole deprecabili di perosne deputate a sedere nei luoghi del potere. Politiche serie, vere, concrete per l'integrazione e per l'ordine pubblico al momento purtroppo non ne vedo.Un caro abbraccio, Luca

Pino Amoruso ha detto...

Mi auguro che questo Governo non dimostri la sua forza solo con i più deboli (esempio immigrati clandestini che lavorano in nero e non delinquono).Bisogna colpire in eguale misura i ceti medio-alti che ad esempio sfruttano le classi deboli (immigrati clandestini che lavorano in nero e con paga da fame)

Antonio Candeliere ha detto...

Cara Angela mi trovo d'accordo con le tue considerazioni e credo che in Italia si deve fare ancora molta strada. L’integrazione è un compito della società, che richiede sforzi da entrambe le parti, sia per gli immigrati che per la popolazione del posto. Credo che per giungere ad una coesione sociale occorre in primis dare un ruolo determinante alle amministrazioni locali che hanno responsabilità in materia di organizzazione urbana, istruzione e mercato del lavoro poiché avendo un impatto diretto sull’integrazione, possono promuovere l’inclusione sociale facendo in modo che si superino le diverse forme di intolleranza, discriminazione, esclusione sociale, esistenti nel nostro paese.

Grazie Luca per il tuo prezioso e condiviso punto di vista.

Caro Pino mi auguro anche io che ciò non accada, in effetti il rischio è proprio questo, che a pagare siano i meno “protetti”.

Gianluca Pistore ha detto...

ciao, sul mio blog c'è un meme per te! IL PREMIO [R]EVOLUTION!

www.gianlucapistore.com

sara l. ha detto...

Non si può ridurre un tema complesso come l'immigrazione alla questione dei clandestini che deve essere risolta.
I politici di tutt'Europa che debbono adoperarsi per convincere le opinioni pubbliche che l'immigrazione è una necessità per chi parte ed è una risorsa, un'opportunità per chi l'accoglie.

perle di yogurt ha detto...

Mi sa che il problema dell'Italia, e più in generale di tutti quei gruppi/società che vertono in una situazione di crisi, sia la necessità d'individuare un nemico per garantire coerenza ed unità interne...la nostra insofferenza si sta rovesciando sull'"immigrato". Ma chi è quest'immigrato? No, perché a tratti sembra che molta gente si sia lasciata convincere dall'idea che il male sia questione di geni...Dovremmo partire dal presupposto che non esistono differenze genetiche fra italiani e immigrati stranieri, che dunque ognuno di noi, dentro di se, può essere spinto ad esempio a rubare per questioni di sopravvivenza (e chi nega fermamente tutto ciò è solo perchè non ci sta riflettendo seriamente). Detto ciò, esiste anche una legge necessaria che deve garantire uguali diritti e doveri ad ogni cittadino. Perciò, chi commente un reato deve essere contenuto per non rappresentare una minaccia e, dove possibile, per ripartire. Chiunque, a prescindere dalla nazionalità. I distinguo circa reati minori si fanno sulle circostanze (se un povero ruba per nutrirsi è giusto che venga trattato diversamente da chi tenta una rapina per altre ragioni...ma mettere il reato d'immigrazione clandestina significa anche negare asilo a gente che fugge da Paesi in guerra, da genocidi e pulizie etniche...gente rifiutata da tutti. Molti immigrati africani, ricordiamolo, scappano dalle condizioni che noi, con le nostre multinazionali e i nostri traffici (emblemantica la questione del petrolio) contribuiamo a creare.

Antonio Candeliere ha detto...

X Sara e Perle di yogurt: Avete fatto entrambe delle valide considerazioni. In effetti non si può e non si deve commettere l’errore di confondere le due cose. Chi delinque deve subire delle condanne esemplari sia esso italiano o straniero; il problema delle migrazioni deve essere affrontato a livello europeo con metodi che uniscono sicurezza e sostegni a tutti quei paesi poveri dai quali si parte maggiormente. In ogni paese del mondo c’è un immigrato ogni 40 abitanti. Non è con la paura e con i pregiudizi che si risolve la questione, queste generano solo razzismo e xenofobia. Accogliere gente che viene per lavorare o per migliorare le proprie condizioni è un atto di umanità.

flo ha detto...

Sai, concordo pienamente con le tue conclusioni, non vorrei si esagerasse nascondendosi dietro a questa ormai inflazionata questione della sicurezza, questi sono gli effetti della globalizzazione mi sembra che adesso non si possa far pagare lo scotto agli immigrati. Sempre in tema sicurezza ho saputo della proposta di far uso dell'esercito nelle grandi città, ma dove siamo in un regime fascista?! Ripristineranno il coprifuoco?
Ciao!

emanuela ha detto...

Sai, credo che il problema sia sempre lo stesso: rispettare gli altri e non delegare la soluzione di difficili problemi, quali l'immigrazione clandestina, a chi sai che li risolverebbero in modo non umano e non solidale. Il tuo post è preciso

giambattista salis ha detto...

grazie per il passaggio :-) credo che sia arrivata l'ora di affrontare un tema come questo in chiave tutta europea, come il debito pubblico. chissà che nn ci sia una scossa per l'Anima europea...

a presto, GB

Pupottina ha detto...

stamattina al tg non capivo perché bisogna tassare gli straordinari agli statali...perché? la questione sull'immigrazione, ok! siamo in troppi e si crea criminalità gratuita....Il carcere per gli affitti in nero, nemmeno mi piace! con i tempi che corrono uno cerca di mettere qualcosa da parte...gli tolgono tutto!
buona giornata

lisa ha detto...

Ciao Antonio, il tuo blog mi incuriosisce molto e ho iniziato a leggerlo attentamente.
L'apertura del mio ha rappresentato un momento cruciale per me, dal momento che ho potuto trovare ampio spazio per poter dare voce alla mia quotidianità e ai miei pensieri, specialmente per quanto riguarda l'attualità italiana, in particolare il suo versante politico, che offre continui spunti.
Vorrei poterlo rendere ancora più ricco e aggiornato, al pari con gli eventi: e non solo della mia vita privata (che in fondo interessano ben poco, anzi direi nulla), ma sui temi di interesse generale. Ci vuole tempo, accuratezza nella ricerca e verifica delle notizie, commenti, e a volte il tempo non è sempre sufficiente! Senz'altro mi piace l'idea di far circolare le notizie e confrontarmi anche con quei tanti che se ne occupano molto meglio di me!
Complimenti per il tuo blog, che è molto curato e i cui temi sono di grande interesse.
Verrò a trovarti di frequente, così potrò ampliare ulteriormente i miei orizzonti!!
Anzi se anche la mia pagina web ti sembra di un qualche interesse, potremmo scambiarci i rispettivi link, sempre che per te non sia un problema!
A presto!!
Lisa

Antonio Candeliere ha detto...

X Flo: Grazie per la visita. Come facevi notare giustamente, la globalizzazione, i cui effetti tanto piacciono ai grandi paesi occidentali è anche l'eliminazione delle barriere giuridiche, economiche e culturali che pongono limiti alla circolazione di persone o beni di qualsiasi tipo e la partecipazione può e deve rafforzare i principi democratici, la difesa dei diritti civili, limitando i poteri dei governi eccessivamente autoritari.

Grazie Emanuela per l’appunto.

Concordo con te Giambattista e grazie della visita.

X Pupottina: Credo che la cosa sia in via sperimentale e se dovesse funzionare verrà allargata anche agli statali. Per il resto credo che bisognerebbe dare la possibilità a tutti i cittadini di vivere in condizioni migliori per evitare che certi fenomeni dilagano.

X Lisa: Benvenuta, Grazie a te per il passaggio e per aver apprezzato.
A presto.

mariad ha detto...

bentornato innanzitutto.
Le tue riflessioni sono preziose, ma temo che i ministri addetti a risolvere i problemi dell'immigrazione per ora siano concentrati solo sulla linea repressiva. Maroni, per esempio, nel salotto di Vespa ha affrontato molto alla lontana il tema dell'integrazione, ritenendola tout court "un'operazione difficile che in molti paesi, tra i quali l'America, si è rivelata assolutamente complicata e in alcuni casi addirittura impossibile"...

Il tema richiederebbe onestà intellettuale, capacità politiche, coraggio nelle scelte, conoscenza del problema. Non credo che il nuovo governo abbia in sè queste caratteristiche e temo che tutta l'azione politica si riduca a una inutile e dannosa operazione di facciata.

Vane ha detto...

è un ottimo posto per informarmi sulla storia...

^^ buona giornata.

Antonio Candeliere ha detto...

x mariad: ”Onestà intellettuale, capacità politiche e coraggio nelle scelte!” E’ difficile parlare oggi in Italia di politica ed individuare queste caratteristiche in molti politici che ci rappresentano e credo anche che il problema non sono i Ministri, ma i tanti cittadini che vogliono affrontare la questione secondo questo criterio, non essendo l’integrazione per costoro un facile processo realizzabile.

Grazie Vane per la visita. A presto

sarcastycon ha detto...

Caro Antonio,questa volta non sono proprio d'accordo,non riesco a capire come non si veda l'insicurezza nel nostro paese ed anche in europa.Basta leggere le pagine di cronaca dei giornali e non mi dirai che i giornali sono di dx o se no prova mandare tua figlia o tua moglie fuori anche solo all'imbrunire.
Si parla già male di questo governo prima ancora che cominci a lavorare,quando quello precedente ha fatto entrare migliaia di persone senza provvedere neanche a sapere il loro nome...
Specialmente la sx dice che gli immigrati portano valore alla nostra economia, insistere su questa tesi mi sembra un discorso schiavista: prendiamo gli extracom. li facciamo lavorare
così noi guadagniamo di più e ci pagheranno la pensione, ma che bei discorsi umanitari.
Io,che umanitario,nel senso del politicamente corretto, non sono, preferirei aiutare queste persone,nei loro paesi di origine e qui chiudere a doppia mandata.
In Italia si fa lavorare gli stranieri e gli italiani, furbescamente, fanno i disoccupati, ovviamente per prendere il sussidio.
E a questo proposito i cittadini comunitari vengono qui si fanno assumere per un breve periodo poi si licenziano,continuano a lavorare al nero e nel contempo riscuotono la disoccupazione da noi generosamente pagata.
Mettici in più l'arroganza degli islamici,che mai si integreranno,
e l'arroganza degli euroburocrati ed europolitici impegnati a far chiacchere inutili e che, ricordiamoci, hanno stipendi faraonici.
Bene: a queste condizioni la nostra appartenza all'europa andrebbe ridiscussa.
ciao
sarc.

Luca Sappino ha detto...

non ad essere molto fiducioso verso questo nuovo governo. temo che vincerà la logica del più forte.

Luca

www.lucasappino.com

Antonio Candeliere ha detto...

Caro Sarcastycon, qui non si sta criticando il governo, ma si fanno solo considerazioni che possono essere a favore o non o diverse dalla linea adottata dal Ministro Maroni e non si sta mettendo in discussione l’insicurezza che c’è oggi nel nostro paese.
Purtroppo in Italia a causa della crescente sofferenza nei confronti degli immigrati che delinquono, si corre il rischio di associare immigrato a criminale. Da qui nasce la xenofobia. Io credo che vanno combattuti i fenomeni devianti e bisogna riconoscere chi non ha mai messo in discussione l’ordine del paese ed ha accettato e condiviso valori e storia del nostro paese. Dal momento in cui tu dici che gli islamici non si integreranno mai, parti già con il piede sbagliato e prevenuto e penso proprio che cosi facendo si peggiorano solo le situazioni. Levare i catenacci alle frontiere è stata una conquista per tanti popoli e bisogna migliorarne sicuramente gli effetti negativi. Ripeto: accoglienza per chi vuole integrarsi ed intolleranza per chi delinque a prescindere dalla nazionalità.
Grazie per il tuo punto di vista anche se differente dal mio.
A presto

x Luca:Vedremo. Spero che ciò non accada.
Grazie della visita e buon lavoro per il tuo incarico di consigliere al Municipio di Roma.

cristinabove ha detto...

Blog molto interessante, gli argomenti sono attualissimi e ben articolati.
Verrò a trovarti ancora.
un caro saluto
cri

anna ha detto...

Anche qui si affrontano temi importanti e con serietà!

Ciao!

perlinavichinga ha detto...

io me lo auguro per tutti i paesi... è un argomento complesso e delicato, ma spero si possa arrivare ad una soluzione giusta.
(sì, sono la domesticazione della puzzola europea, in natura non esistono, se abbandonati morirebbero)

Asia ha detto...

Salve a tutti,

noto la serietà con la quale vengono affrontati i temi in questo blog, di fatti mi complimento col Sg. Antonio e penso che continuerò a seguirvi dopo oggi e a dire la mia se avrò qualche base per potermi esprimere sensatamente.
Volevo lanciare un altro spunto: sul tema dell'immigrazione/integrazione cosa davvero si può FARE per migliorare la situazione attuale?
E' un tema così ampio che merita di essere analizzato in tutti i suoi aspetti. Clandestinità e delinquenza meritano ovviamente ragionamenti a parte.
Ma se volessimo parlare di integrazione, basterebbero delle leggi par incentivarla?
La risposta è no, almeno nel nostro Paese. Si dice che la classe politica non è che lo specchio della società che rappresenta e la nostra società in effetti, dal punto di vista valoriale e dunque strutturale è piuttosto marcia.
La legalità è luce e trasparenza, ma in Italia pare che convenga starsene nell'ombra e nessuno fa nulla per ripristinare seriamente un funzionale sistema di legalità.
Proprio considerando la quasi totale mancanza di fiducia nelle leggi che esiste oggi in Italia, forse occorerebbe puntare anzitutto sui principi di educazione e auto-educazione. Dovremmo auto-educarci alla tolleranza, ma è chiaro che necessitiamo di figure guida, figure che sappiano accompagnarci nella comprensione delle diversità.
La cultura di un italiano non è uguale a quella di un islamico per esempio. Il punto è: impariamo a riconoscere le differenze e rispettiamole.
La nostra identità, individuale e collettiva, si basa sul riconoscimento delle differenze. Se non si comprende questo punto di vista, non saremo mai tolleranti, non avremo mai rispetto dell'altro diverso e non conosceremo neppure noi stessi fino in fondo.

A presto
Asia

indierocker ha detto...

Caro Antonio, complimenti per il blog!
Il problema della sicurezza esiste, e l'Italia -si può essere d'accordo o no, ma è la democrazia- ha dato un mandato netto, su questo, al PdL. Tra l'altro, ad esempio, un sondaggio su Repubblica di oggi ci dice che il gradimento per le norme-sicurezza nel decreto-legge e nel ddl del PdL sono approvate dal 58%% all'89% dei cittadini, a seconda dell'argomento (la norma meno gradita è quella della confisca della casa a chi affitta in nero, ma comunque approvata dal 58% degli intervistati!).
Quindi questa politica è accettata dalla stragrande maggioranza degli italiani, ben più ampia della maggioranza che ha mandato al governo il PdL.
Quindi l'italiano (al 60-90%!) vuole quello che sta vedendo sui TG!!! Commissari straordinari per i rom, sgombri, reato di clandestinità, ecc, ecc.
Il problema è che sui TG ci fanno vedere questo! E solo questo (insieme all'emergenza rifiuti a Napoli, in un cortocircuito che fa accomunare al telespettatore- e la satira cavalca- i due problemi...)
E il perchè ci facciano vedere solo rom e rifiuti (scusate il cortocircuito) l'abbiamo capito ieri, con l'emendamento salva-rete4, messo di soppiatto e con procedura "eccezionale" in parlamento. Contravvenire alla sentenza della Corte di Giustizia europea (e cioè non trasferire rete4 sul satellite) costerà alle casse dello stato (e non di mediaset) 350mila euro al giorno.
Il governo delle liberta' cavalca la questione sicurezza, ma è lui stesso a potenziare le onde di questa marea, mentre sott'acqua fa passare ciò che realmente interessa al capo.
Ma di questo... la colpa è sempre della sinistra! L'inciucio colpevole non è quello soft di oggi, ma quello di ieri a l'altroieri, quando non si è fatto nulla contro il conflitto di interessi.
Vabbe', ho divagato...

Un caro saluto!

(e "linko" questo post, se non hai nulla in contrario)

Antonio Candeliere ha detto...

X Cristina e Anna: Grazie e benvenute.

X Perlinavichinga: Lo spero anche io perlina e grazie del passaggio. A presto.

X Asia: Ti ringrazio infinitamente per i complimenti e concordo largamente con la tua riflessione.
In effetti credo anche io che non siamo ancora un paese maturo per affrontare certi temi, ma spero che il tempo e le esperienze di altri paesi possano portarci buoni consigli.
P.S. se hai anche tu una pagina web, puoi lasciare il tuo indirizzo.
A presto

X Indierocker:Ti ringrazio per i complimenti e non aggiungo altro alla tua attenta e corretta analisi che condivido in pieno. Grazie per la visita.
P.S. Procedi pure con il link.
A presto

arial ha detto...

articolo interessante ,l'ho postato qui
http://oknotizie.alice.it/go.php?us=51211a78c882

Antonio Candeliere ha detto...

Grazie Arial e benvenuto.
A presto

tommi ha detto...

bè, direi che è un post molto ben studiato e scritto. non c'è molto di più da dire se non che l'italia, a differenza della germania, ha deciso di fare dei sostanziali passi indietro, tornare al periodo in cui non si considerano gli immigrati esseri umani con diritti e doveri, ma solo come oggetti da sfruttare se non da rimuovere. io ho molta paura per questo nuovo governo poiché ha tutta l'aria di riportare in auge idee faticosamente accantonate. non è un caso se molti squilibrati che si rifanno ad idee nazifasciste hanno deciso di uscire allo scoperto, con azioni equiparabili allo squadrismo di bassa lega. associazioni finora clandestine han deciso di mostrarsi iin tutto il loro schifo.
di oggi la notizia di neo nazisti con cappuccio e foulard con svastica che hanno attaccato negozi di bengalesi.
tommi

Giovanni Greco ha detto...

Ciao!
Vorrei proporti uno scambio link, se sei d'accordo contattami.

[Re]write di Giovanni Greco
http://www.giovannigreco.eu

Antonio Candeliere ha detto...

Grazie Tommi e a presto.

x Giovanni:Accetto volentieri lo scambio.

Pino Amoruso ha detto...

Paaso per un saluto veloce...

Paniko ha detto...

Personalmente credo il problema stia nel fatto che la gente sia abituata a pensare che esistano confini invalicabili che dividono gli uomini. E in Italia basti pensare che c'è un partito quale la Lega che alimenta queste supposizioni.
saluti..

Federico ha detto...

Sono d'accordissimo con quanto affermi nel tuo ottimo articolo. Anche la Svezia - dove vivo - è un valido esempio di efficace politica di integrazione: certo, i problemi ci sono, ma già l'offrire un corso di lingua interamente gratuito ai nuovi arrivati è un ottimo inizio. Tutti i governi (persino quello attuale, di centrodestra) puntano molto sull'integrazione, e i risultati sono tangibili.
Un saluto

giambattista salis ha detto...

chiedo scusa a tutti per l'assenza causa vari e variegati impegni.
un abbraccio e a quanto prima,
Giambattista, Lo Stonato

Antonio Candeliere ha detto...

Concordo con te Paniko.

Grazie Federico per il passaggio e benvenuto.

Bentornato Giambattista!
A presto

davideb ha detto...

Ciao, vorrei proporti ad uno scambio link.
Se sei interessato ti dispiacerebbe farmelo sapere sul mio blog?

www.crystalstreet.altervista.org

Ciao e grazie :D

Antonio Candeliere ha detto...

Grazie. Accetto l'invito.

sarcastycon ha detto...

Ottimo post
anche se nn concordo.
Nessuno mi ha spiegato per quale motivo "dobbiamo" "ospitare" tutti questi immigrati. Malgrado tutti i giri di parole dei politici europei
l'islam è e resta una religione primitiva e di sopraffazione.
Basta guardare la condizione della donna.
Penso che sia meglio rileggere la storia passata. Qui in toscana,come in altre regioni, abbiamo ancora evidenti le traccie delle scorrerie dei saraceni,acqua passata direte voi,ma nn credo: basta guardare le tv di tutto il mondo per rendersi conto del fanatismo dei muslim.

E nn pensate che si integrino.In Inghilterra esiste già la 3° generazione di islamici nati in questo paese,ma si sentono sempre islamici e nn inglesi.

Il motto ricorrente tra i muslim è
"con le vostre leggi vi conquistiamo e con le nostre vi domineremo"

Con tutti questi discorsi di tolleranza,accoglienza ed integrazione la ns.civiltà è destinata a finire.
ciao
sarc.

pocoto-pocoto ha detto...

Secondo me invece il problema più grande è proprio sulla questione religiosa. Tin invito, se vorrai, a leggere un mio post dove sono citate più di qualche Sura del Corano che non mi sembrano molto amichevoli verso chi non segue l'islam (i miscredenti)

Antonio Candeliere ha detto...

Caro Sarcastycon, non mi trovo d'accordo con le tue tesi, credo che non bisogna generalizzare. Purtroppo esiste gente che ha difficoltà ad integrarsi, ma non per questo, bisogna essere intolleranti.

x pocoto-pocoto:Il Corano va saputo leggere. Spesso si cade nel fondamentalismo proprio perchè sono state date interpretazioni sbagliate.

pocoto-pocoto ha detto...

Non si possono fare chiese nelle loro nazioni mentre pretendono moschee qui da noi;
Si permettono di contestare il Dio in cui credo, facendo volare crocifissi dalla finestra, vogliono alzare muri nei cimiteri per separare il morto cristiano da quello musulmano.
Sono loro che non vogliono integrarsi. Inoltre donne uccise dai genitori perchè innamorate di un cristiano. Continue uccisioni in molte parti del mondo di cristiani.
604 missionari uccisi nel decennio 1990-2000. Con casi di vero e proprio genocidio, come quello perpetrato a Timor Est o quello ancora in corso in Sudan dove – secondo il New York Times – 2 milioni di uomini, donne e bambini sono stati sterminati dagli “islamici del regime”, nell’indifferenza del mondo e purtroppo nel mondo cattolico europeo
Per quanto riguarda il fatto, che il corano va saputo leggere:

«Maledica Allah i miscredenti» (Sura 2:89).

«In verità, coloro che avranno rifiutato la fede ai nostri segni li faremo ardere in un fuoco e non appena la loro pelle sarà cotta dalla fiamma la cambieremo in altra pelle, a che meglio gustino il tormento, perché Allah è potente e saggio» (Sura 4:56).

«Instillerò il mio terrore nel cuore degli infedeli; colpiteli sul collo e recidete loro la punta delle dita... I miscredenti avranno il castigo del Fuoco! ... Non siete certo voi che li avete uccisi: è Allah che li ha uccisi» (Sura 8:12-17)

cosa c'è da interpretare?
Potrei citare fatti all'infinito

Antonio Candeliere ha detto...

X pocoto-pocoto: Oggi è indispensabile e direi anche inevitabile prestare ascolto alla voce di tanta gente, professionisti, scrittori, cultori della materia, che vivono in Europa e che sono i più preparati interlocutori sulla questione dei rapporti fra Occidente ed Islam. A te piace parlare di fondamentalismo, che va sicuramente combattutto e con l'aiuto di cittadini islamici, quei cittadini che hanno trovato un equilibrio tra le esigenze della propria fede ed identità e l'obiettiva necessità e la concreta possibilità da parte loro di vivere come buoni cittadini del paese che li ha accolti e che li ospita.